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BiografiaModifica

Dopo aver studiato all'Università di Oxford e alla Juilliard School, ha esordito come compositrice durante la prima metà degli anni settanta con alcune pièce di musica concreta. Nello stesso periodo ha lavorato presso i Bell Laboratories dove ha sviluppato le prime tecnologie per comporre musica per computer.[1] Nel 1977 ha composto Kepler's Harmony of the Worlds, incluso nel Voyager Golden Record per il Programma Voyager della NASA.[2] Nel 1980 ha pubblicato l'album della maturità The Expanding Universe, le cui composizioni melodiche, accessibili e relativamente d'atmosfera l'hanno dissociata dai più dissonanti pionieri della computer music.[2] Il sito di Pitchfork ha considerato The Expanding Universe il dodicesimo album ambient migliore di sempre.[2] Undici anni più tardi ha pubblicato il più cupo Unseen Worlds mentre nel 2001 e nel 2003 sono usciti Obsolete Systems e Harmonices Mundi. Alla Spiegel sono anche attribuite colonne sonore di video artistici (ha anche registrato musica per Nam June Paik) più vari brani per quartetto d'archi.

DiscografiaModifica

AlbumModifica

  • 1980 – The Expanding Universe
  • 1991 – Unseen Worlds
  • 2001 – Obsolete Systems
  • 2003 – Harmonices Mundi

SingoliModifica

  • 2018 – Donnie and Laurie/Patchwork (con Don Christensen)

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) The 50 Best Ambient Albums of All Time, su pitchfork.com. URL consultato il 15 agosto 2018.
  2. ^ a b c (EN) The Interstellar Contract, su newyorker.com. URL consultato il 15 agosto 2018.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN40630725 · ISNI (EN0000 0000 7868 1564 · LCCN (ENn78045218 · GND (DE124732828 · WorldCat Identities (ENn78-045218