Mario Alinei

glottologo italiano

Mario Alinei (Torino, 10 agosto 1926[1]Impruneta, 9 agosto 2018[2]) è stato un linguista italiano.

BiografiaModifica

Si laureò alla Sapienza di Roma nel 1950.[3] Professore emerito all'Università di Utrecht di lingua e letteratura italiana, dove ha insegnato dal 1959 al 1987, ha vissuto a Tavarnuzze, frazione di Impruneta. Fu fondatore dei Quaderni di Semantica, una rivista che tratta della semantica teorica e applicata. Fu anche presidente dell'"Atlas Linguarum Europae" (presso l'UNESCO) di cui era cofondatore con Anton Weijnen dell'Università di Nijmegen.

Tra i suoi principali contributi in ambito linguistico e lessicale, la teoria della continuità linguistica (con le due ipotesi cronologiche: breve e lunga); teoria ampiamente sviluppata nella sua pubblicazione intitolata Origini delle lingue d'Europa, edita in due volumi da Il Mulino, Bologna, (il I nel 1996 e il II nel 2000). Il I volume tratta principalmente del Paleolitico, approfondendo gli aspetti paleontologici, mentre il II volume tratta prevalentemente del Mesolitico e delle tre età dei metalli (rame, bronzo, ferro) approfondendo gli aspetti archeologici. Alinei, in questa teoria, sostiene tra l'altro che l'apparire in Europa degli Indoeuropei coincide in parte con il primo stabilimento regionale dell’Homo sapiens e che vi è quindi continuità etnolinguistica dal Paleolitico superiore (denominato anche "Leptolitico") fino ai nostri giorni. Inoltre, secondo Alinei, questa continuità linguistica sarebbe rilevabile anche (e specialmente) negli attuali dialetti europei, che hanno caratteristiche arcaiche più numerose e più evidenti delle lingue letterarie. Questa sua (e di pochi altri studiosi e accademici) visione della storia delle lingue e dei "dialetti" d'Europa contrasta con quella "corrente" ed è rifiutata dalla maggior parte dei linguisti storici “tradizionali”.

Nel libro Etrusco: una forma arcaica di ungherese Alinei propone, in coerenza con la Teoria della continuità, di identificare l'etrusco come una fase arcaica dell'attuale lingua ungherese e propone una lettura in questo senso di diversi testi etruschi. Le conclusioni del libro di Alinei non vengono accolte dalla comunità scientifica: il libro viene definito dalla magiarista Angela Marcantonio un caso di 'fanta-linguistica", e l'ipotesi di Alinei "da rigettare senza indugio e senza riserve".[4] Alinei è stato severamente criticato anche dal linguista Danilo Gheno, professore di Filologia ugro-finnica e supplente di Lingua e letteratura ungherese, e da numerosi linguisti ungheresi.[5][6]

Nel successivo libro Gli Etruschi erano Turchi Alinei, sulla base di presunte e non dimostrate affinità genetiche, culturali e linguistiche, modifica questa tesi e identifica nei Turchi gli antenati degli Etruschi; tesi che sarebbe confermata, secondo Alinei, anche dall'etnonimo latino Tuscus < *Tur-s-cu-s, umbro Turskum. Inoltre spiega che le affinità etrusco-ungheresi sono anch'esse reali, ma sono dovute alla massiccia presenza di turchismi nell'ungherese, dovuta all'invasione preistorica dell'Europa sud-orientale da parte dei Turco-Altaici, i primi addomesticatori del cavallo. La tesi di Alinei, ancora una volta, viene rigettata completamente dalla comunità scientifica sia su un piano genetico, culturale che linguistico. Le affinità genetiche sarebbero state smentite da numerosi studi genetici,[7][8][9] quelle culturali dall'archeologia,[10][11] e gli antenati linguistici dei Turco-Altaici arrivarono in Ungheria e in Anatolia solo intorno all'XI secolo d.C., ovvero 2000 anni dopo la nascita in Italia della civiltà etrusca, e la lingua turca, appartenente al ceppo Oghuz, ha avuto origine in una regione dell'Asia orientale che va dalla Mongolia alla Cina nordoccidentale, e non è considerata imparentata con quella etrusca.[12][13]

Opere pubblicateModifica

  • Dizionario inverso italiano, con indici e liste di frequenza delle terminazioni, L'Aia, Mouton & Co., 1965.
  • Spogli elettronici dell'italiano delle origini e del Duecento, FORME, 18 voll.; GRAFIA, 2 voll., Il Mulino 1971-1973.
  • La struttura del lessico, Il Mulino 1974.
  • Spogli elettronici dell'italiano letterario contemporaneo, 3 voll., Il Mulino 1978.
  • Dal totemismo al cristianesimo popolare. Sviluppi semantici nei dialetti italiani ed europei: Filologia, linguistica, semiologia, Edizioni dell'Orso 1984.
  • Lingua e dialetti: Struttura, storia e geografia, (Collana Studi linguistici e semiologici), Il Mulino 1985.
  • Origini delle lingue d'Europa, voll. I-II, Il Mulino 1996-2000.
  • Etrusco: una forma arcaica di ungherese, (Collezione di Testi e di Studi), Il Mulino 2003.
  • Il sorriso della Gioconda, Il Mulino 2006.
  • L'origine delle parole, Aracne 2009.
  • Gli Etruschi erano Turchi. Dalla scoperta delle affinità genetiche alle conferme linguistiche e culturali, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2013.
  • Dante rivoluzionario borghese. Per una lettura storica della Commedia, PM edizioni, Varazze, 2015.
  • Dizionario etimologico-semantico della lingua italiana (DESLI). Come nascono le parole, Pendragon, Bologna, 2015 (coautore con Francesco Benozzo).
  • Dizionario etimolgico-semantico dei cognomi italiani (DESCI), PM edizioni, Varazze, 2017 (coautore con Francesco Benozzo).

NoteModifica

  1. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2016-08-12/le-origini-paleolitiche-lingua-203915.shtml?uuid=ADjUvw3&fromSearch
  2. ^ Na marcha do Prof. Mario Alinei (1926 – 2018)
  3. ^ https://www.pmedizioni.it/autore/mario-alinei/
  4. ^ Angela Marcantonio, Un caso di 'fanta-linguistica. A proposito di Mario Alinei: "Etrusco: una forma arcaica di ungherese", In: Studi e Saggi linguistici - ISSN 0085-6827. -Stampa - XLII:1(2004), pp. 73-200.
  5. ^ (IT) Danilo Gheno, Recensione di M. Alinei, Etrusco: una forma arcaica di ungherese, in Archivio Glottologico Italiano, 2, vol. 84, Bologna, Il Mulino, 2004 [2003], pp. 217-232.
  6. ^ (IT) Danilo Gheno, Origini della lingua ungherese, in Quaderni del Premio Letterario Giuseppe Acerbi. Letteratura dell'Ungheria, Verona, Fiorini, 2006, pp. 192-200.
  7. ^ (EN) Phil Perkins, DNA and Etruscan Identity, in Phil Perkins e Judith Swaddling (a cura di), Etruscan by Definition: Papers in Honour of Sybille Haynes, The British Museum Research Publications (173). London, UK, 2009, pp. 95–111, ISBN 978-0-86159-173-2.
  8. ^ (EN) Phil Perkins, Chapter 8: DNA and Etruscan identity, in Alessandro Naso (a cura di), Etruscology, Berlin: De Gruyter, 2017, pp. 109–118, ISBN 978-1-934078-49-5.
  9. ^ (EN) Cosimo Posth, Valentina Zaro, Maria A Spyrou, Stefania Vai, Guido A Gnecchi-Ruscone, Alessandra Modi, Alexander Peltzer, Angela Mötsch, Kathrin Nägelee, Åshild J Vågene, Elizabeth A Nelson, Rita Radzevičiūtė, Cäcilia Freund, Lorenzo M Bondioli, Luca Cappuccini, Hannah Frenzel, Elsa Pacciani, Francesco Boschin, Giulia Capecchi, Ivan Martini, Adriana Moroni, Stefano Ricci, Alessandra Sperduti, Maria Angela Turchetti, Alessandro Riga, Monica Zavattaro, Andrea Zifferero, Henrike O Heyne, Eva Fernández-Domínguez, Guus J Kroonen, Michael McCormick, Wolfgang Haak, Martina Lari, Guido Barbujani, Luca Bondioli, Kirsten I Bos, David Caramelli, Johannes Krause, The origin and legacy of the Etruscans through a 2000-year archeogenomic time transect (abstract), in Science Advances, vol. 7, n. 39, Washington, D.C., American Association for the Advancement of Science, 24 settembre 2021, DOI:10.1126/sciadv.abi7673.
  10. ^ Enrico Benelli, Le origini. Dai racconti del mito all'evidenza dell'archeologia, in Etruschi, Rusconi editore, 2021, pp. 9-24.
  11. ^ Graeme Barker, Tom Rasmussen, Gli Etruschi. Civiltà e vita quotidiana di un popolo aborigeno dell'Italia, traduzione di Ezio Rovida, I, Genova, Edizioni ECIG collana Dimensione, 2006, p. 50, ISBN 88-7544-059-X.
  12. ^ (EN) Helmut Rix, Etruscan, in Roger D. Woodard (a cura di), The Ancient Languages of Europe, Cambridge, UK, Cambridge University Press, 2008 [2004], pp. 141–164, DOI:10.1017/CBO9780511486814.010, ISBN 978-0-511-48681-4.
  13. ^ (EN) Rex E. Wallace, Italy, Languages of, in Michael Gagarin (a cura di), The Oxford Encyclopedia of Ancient Greece and Rome, I, Oxford, Oxford University Press, 2010, pp. 97-102, DOI:10.1093/acref/9780195170726.001.0001, ISBN 9780195170726.
    «Etruscan origins lie in the distant past. Despite the claim by Herodotus, who wrote that Etruscans migrated to Italy from Lydia in the eastern Mediterranean, there is no material or linguistic evidence to support this. Etruscan material culture developed in an unbroken chain from Bronze Age antecedents. As for linguistic relationships, Lydian is an Indo-European language. Lemnian, which is attested by a few inscriptions discovered near Kamania on the island of Lemnos, was a dialect of Etruscan introduced to the island by commercial adventurers. Linguistic similarities connecting Etruscan with Raetic, a language spoken in the sub-Alpine regions of northeastern Italy, further militate against the idea of eastern origins.»

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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