Medicina dello spettacolo

La medicina dell'arte e dello spettacolo è una branca della medicina (anche nota più semplicemente come “medicina dell'arte” o, in ambito accademico, come "medicina delle arti performatiche" o, frequentemente ma erroneamente, come “medicina dello spettacolo”[1]; in inglese Performing Arts Medicine; in francese: Médecine des Arts) che si occupa dei seguenti due grandi ambiti di ricerca e di azione:

  1. la prevenzione, la diagnosi, il trattamento (medico, chirurgico e/o psicologico) e la riabilitazione delle malattie degli artisti del mondo della danza, del circo, della musica e delle arti della voce (canto, recitazione, etc.) e delle arti miste (musical, busking, etc.)[2].
  2. l'elaborazione di percorsi di ricerca umanistica per “curare l'arte” in ciò totalmente differenziandosi dalla medicina dello sport e dalla medicina del lavoro, branche sorelle ma differenti in toto[3]. Questo secondo ambito è florido e caratterizzante gli studi e le ricerche accademiche soprattutto italiane[4] e francesi[5].

Tali linee di ricerca e di azione sono seguite sia negli ambienti clinici e negli ambulatori sia nelle aule delle accademie, dei conservatori, etc., quindi onstage - sul palcoscenico e offstage - fuori dal palcoscenico.

Chi sono gli specialisti

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In atto, tale branca della medicina è, in Italia, priva di un corso di specializzazione post lauream, pertanto di essa possono, se accuratamente formati sul campo, occuparsi medici laureati e abilitati all'esercizio della professione e logopedisti e fisioterapisti laureati ed abilitati all'esercizio della professione. Tra i medici, in genere, la professano, a volte a tempo pieno, alcuni tra i fisiatri, i foniatri, i neurologi, gli ortopedici e gli otorinolaringoiatri.

Va, però, precisato che ormai è sempre più attestata la differenza tra le ultraspecializzazioni delle branche specialistiche di questi ultimi (chiamate in Italia, per esempio, “foniatria artistica”, “fisiatria artistica” etc.) e la medicina dello spettacolo propriamente detta, che ha significazioni almeno iperonimiche.

Va, infine, chiarito che il lavoro di un clinico medico delle arti non coincide con l'uso dell'arte e della musica a fini preventivi, diagnostici, terapeutici e/o riabilitativi. C'è, cioè, una chiara differenza, anche ai sensi di legge, dalla musicoterapia e dall'arteterapia, le quali non rientrano nelle aree cliniche riconosciute dalla medicina ufficiale e, in ogni caso, hanno filosofia di base, metodologie, prassie e fini differenti da quelli della medicina al servizio degli artisti.

Destinatari, statistiche e tassonomia

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Gli attori, i cantanti, i musicisti, i danzatori, i circensi, gli artisti di strada e tutti coloro che, a vario titolo ed a vario livello, professano le performing arts.

Escludendo quelle acute da incidenti di palcoscenico o similari, le patologie più frequenti che la medicina dello spettacolo può trattare per singola arte sono:[6][4][7]

  • per i circensi e i danzatori: problematiche ortopediche e neurologiche (incluse distonie e paralisi) e psicologiche (disturbi di attacco di panico, stage fright);
  • per i cantanti/attori/doppiatori/ventriloqui: noduli cordali, polipi cordali, laringoceli, disassiamenti aritenoidei, paralisi cordali, gastroesofagopatie, patologie psicologiche (disturbi di attacco di panico, stage fright);
  • per i musicisti: allergopatie, neuropatie periferiche, overouse syndromes, distonia focale, patologie psicologiche (disturbi di attacco di panico, stage fright);
  • per le maestranze: allergopatie, neuropatie periferiche, tumori del cavo rinofaringeo, etc.

Sebbene sia, forse, Antifonte di Ramnunte – nella Ipotesi che si trova ad esordio della Orazione sul coreuta (412 a. C.) – uno dei primi a parlare di “cura della voce” in un'ottica che potrebbe richiamare ante litteram la medicina delle arti[8], è nel ventesimo secolo che un fiorire di studi settoriali o compositi ha portato alla definizione della medicina dell'arte e all'approfondimento di molti dei suoi settori. Prima, essa è come se fosse stata un tutt'uno con la medicina del lavoro, almeno da quando, nei primi anni del '700, quest'ultima è nata con Bernardino Ramazzini[9].

Riviste indicizzate su PubMed

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La medicina dell'arte è approfondita e trattata all'interno della rivista scientifica Medical Problems of Performing Artists,[10] indicizzata su PubMed.

Percorsi di Formazione Accademici

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Dal 2024 in Italia, è possibile accedere al Master Universitario di primo livello in medicina dell'arte performatica. Il master vede come direttore scientifico e didattico Alfonso Gianluca Gucciardo, Beppe Vessicchio come direttore artistico, e Lara Fabian come testimonial per la prevenzione e la cura degli artisti. [11][12]

  1. ^ La médecine des arts du spectacle vivant. Histoire, diffusion internationale, pensée, éthique et pratiques. La medicina delle arti e dello spettacolo vivente. Storia, diffusione internazionale, pensiero, etica e prassi, su iris.unime.it. URL consultato l'11 dicembre 2023.
  2. ^ P F Ostwald, B C Baron e N M Byl, Performing arts medicine., in Western Journal of Medicine, vol. 160, n. 1, 1994-1, pp. 48–52. URL consultato il 20 aprile 2019.
  3. ^ Cfr. Sturniolo G., Doping e arte. Alcune considerazioni psicologiche, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, V, Omega, Torino 2009, 525-538.
  4. ^ a b CEIMArs, su ceimars.it.
  5. ^ Philippe Goudard, su philippegoudard.net.
  6. ^ Cfr. Sataloff R.T. – Brandfonbrener A.G. – Lederman R.J., Performing Arts Medicine, Plural, San Diego 2009
  7. ^ Cfr. Goudard Ph. (ed.), Les arts du cirque, CMB, Paris 2010
  8. ^ Cfr. Gucciardo A.G., Curare l'Arte, il Corpo e la Voce. Conoscere, prevenire, riconoscere e guarire in Medicina dello Spettacolo', Qanat, Palermo 2017, 11.
  9. ^ Cfr. Gucciardo A.G., Curare l'Arte, il Corpo e la Voce. Conoscere, prevenire, riconoscere e guarire in Medicina dello Spettacolo', Qanat, Palermo 2017, 11 et passim.
  10. ^ https://www.sciandmed.com/mppa/
  11. ^ Master Universitari - Università Cusano, su www.unicusano.it. URL consultato il 10 luglio 2024.
  12. ^ Corsi Universitari per diplomati - Università Cusano, su www.unicusano.it. URL consultato il 10 luglio 2024.

Bibliografia

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  • Goudard Ph., Le cirque entre l'élan et la chute. Une esthétique du risque, Espaces 34, Saint-Gély-du-Fesc 2010
  • Goudard Ph., Les arts du cirque, CMB, Paris 2010
  • Gucciardo A.G., Disodie sesso-correlate? Un contributo alla medicina dell’arte, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, III, Omega, Torino 2005, 337-342
  • Gucciardo A.G. – Di Mirto C., Doping e Medicina dell'Arte. Aspetti medici, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, V, Omega, Torino 2009, 509-524
  • Gucciardo A.G., Quale medico per l'artista della voce. Nella e oltre la Evidence Based Medicine, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, VI, Omega, Torino 2010
  • Gucciardo A.G., Silenzio e Voce. Per lib(e)rare il sé in scena e in ogni dove, Qanat, Palermo 2016
  • Gucciardo A.G., Curare l'Arte, il Corpo e la Voce. Conoscere, prevenire, riconoscere e guarire in Medicina dello Spettacolo, Qanat, Palermo 2017
  • Gucciardo A.G., Successi e insuccessi, ferite e feritoje in medicina dello spettacolo, in foniatria e in fonopedìa, Qanat, Palermo 2019
  • Gucciardo A.G., La médecine des arts du spectacle vivant. Histoire, diffusion internationale, pensée, éthique et pratiques. La medicina delle arti e dello spettacolo vivente. Storia, diffusione internazionale, pensiero, etica e prassi, Thèse de Doctorat, Université 3, Montpellier 2022; https://hdl.handle.net/11570/3244413
  • Sataloff R.T., Professional Voice. The science and art of clinical care, RavenPress, New York 1991
  • Sataloff R.T. – Brandfonbrener A.G. – Lederman R.J., Performing Arts Medicine, Plural, San Diego 2009
  • Sturniolo G., Doping e arte. Alcune considerazioni psicologiche, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, V, Omega, Torino 2009, 525-538