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I milites peregrini, o anche solo peregrini, erano un corpo dell'esercito romano di stanza a Roma.[1]

Sull'identità dei peregrini sono state formulate diverse ipotesi. Le prime ipotesi si basano principalmente sulla testimonianza di epigrafi sepolcrali riguardanti ufficiali di stanza a Roma posti a comando di tali peregrini, detti così, secondo quest'ipotesi, perché privi di cittadinanza. I milites peregrini sarebbero quindi un corpo militare dell'esercito romano di stanza a Roma costituito da soldati senza cittadinanza[2]. Scoperte successive lascerebbero invece supporre che con peregrini ci si riferisse a comandanti di varie formazioni distaccate a Roma, in accampamenti detti castra peregrina[3]. In particolare, queste formazioni sarebbero corpi specializzati come frumentarii e speculatores distaccati a Roma ma originariamente appartenenti a legioni dislocate in altre province. Queste formazioni e il loro comandante quindi sarebbero "peregrini" non in quanto privi di cittadinanza ma in quanto non appartenenti a legioni dell'Urbe, pur essendo stanziati a Roma. Una ragione in più per chiamarli peregrini sarebbe stata anche che erano in maggior parte provinciali, cioè non italici, mentre tutte le truppe urbane (come urbaniciani e pretoriani) erano arruolate all'interno dei confini italiani.

Gli unici ruoli che conosciamo quindi per i peregrini sono:

  • Princeps peregrinorum, anche detto Princeps Castrorum Peregrinorum, che rappresentava il comandante in campo di tutte le truppe acquartierate nei castra;
  • Subprinceps Peregrinorum ossia l'aiutante del Princeps;
  • Optio Peregrinorum il sergente maggiore delle truppe.

Sappiamo che a questi erano subordinati direttamente i centurioni dei frumentarii e che il grado subito successivo era primipilo in una legione.

NoteModifica

  1. ^ Fonte principale: Bullettino dell'Instituto di Corrispondenza Archeologica: 1851
  2. ^ G. Henzen, Bullettino dell'istituto di corrispondenza archeologica, 1851, p.113-121.
  3. ^ P. K. Baillie Reynolds, The Journal of Roman Studies, The troops quartered in the castra peregrinorum, 1923
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