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Nel diritto francese, la locuzione Mort pour la France (morto per la Francia) indica una condizione di stato civile riconosciuta ai combattenti caduti nell'adempimento del proprio dovere e alle vittime civili della guerra.

Indice

StoriaModifica

Questa ricompensa morale, che ne onora il sacrificio, fu istituita durante la prima guerra mondiale con la legge del 2 luglio 1915, poi modificata dalla legge del 22 febbraio 1922[1] e creò per quei Caduti uno status postumo particolare, che con la legge del 29 dicembre 1915 comprendeva il diritto di inumazione individuale e perpetua in un cimitero militare a spese dello stato, oltre alla creazione di associazioni per le vedove e gli orfani, e la pensione di reversibilità per i coniugi superstiti.

La materia è oggi oggetto delle previsioni degli artt. dal 488 al 492 bis del Codice delle pensioni militari d'invalidità e delle vittime di guerra[2].

Diritto d'autoreModifica

Inoltre, in materia di diritto d'autore, la durata dei diritti di utilizzazione economica delle opere di soggetti riconosciuti con la qualifica di morti per la Francia è estesa di 30 anni aggiuntivi[3] e ci sono interpretazioni varie su come applicare questa norma.[4]

Per esempio, in Francia le opere di Antoine de Saint-Exupéry torneranno al pubblico dominio in un giorno indeterminato e compreso fra il 1º maggio 2033 e il 1º gennaio 2045, a meno di novità legislative o giurisprudenziali.[4]

Perciò per le opere dei Caduti per la Francia la durata della protezione dei diritti di proprietà intellettuale è, secondo una delle interpretazioni, di:

  • 94 anni e 272 giorni per le opere pubblicate prima del 1 gennaio 1921;
  • 88 anni e 120 giorni per le opere pubblicate fra il 1 gennaio 1921 e il 31 dicembre 1947 incluso;
  • 80 anni per le opere pubblicate dopo il 31 dicembre 1947.

Le prime opere (del 1914) di Caduti per la Francia sono entrate nel pubblico dominio il 1 ottobre 2009.

L'estensione francese del copyright a seconda della biografia e posizione storica dell'autore è una peculiarità legislativa spesso usata come esempio di come il diritto d'autore sia frammentato e datato, incompatibile con mercato comune europeo e internet.[5]

NoteModifica

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