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Museo Civico di Storia Naturale
Cascina Vigna Carmagnola Miele.jpg
ingresso del Museo dal parco della Cascina Vigna
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCarmagnola
Indirizzovia S. Francesco di Sales 188
Caratteristiche
TipoStoria naturale

Coordinate: 44°50′46.54″N 7°42′31.24″E / 44.846262°N 7.708678°E44.846262; 7.708678

Il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, è stato fondato nel 1973 ed aperto al pubblico nel 1976, ed è uno dei più importanti musei naturalistici piemontesi.

Indice

StoriaModifica

Il museo, originariamente situato in piazza S. Agostino, ebbe come nucleo costitutivo alcuni reperti storici di Giacinto Carena e raccolte donate da Giovanni Boano (ornitologia), Gianfranco Curletti (mineralogia), Gianni Delmastro (ittiologia), e successivamente da Sergio Perrone (molluschi fossili pliocenici), Vittorio Peracino e Paolo Durio (mammiferi e uccelli), Pier Franco Cavazzuti e Domenico Gianasso (coleotteri), Mario Strani (lepidotteri tropicali).[1]

Nel 1990 il museo venne trasferito nella sua sede attuale, situata nel parco della Cascina Vigna.[2]

L'attività di espansione è in seguito continuata con l'acquisizione delle raccolte di Roberto Sindaco (erpetologia e teriologia), delle collezioni entomologiche di Sergio Rastelli, Roberto Pescarolo, Camillo Forte, Orlando Cantamessa, della raccolta di fossili pliocenici di Carlo Bosso.[2]

Il museo “dispone inoltre di erbari, una collezione aracnologica di 70 esemplari, una carcinologia di 100 pezzi, diorami (…) e di un plastico relativo ad aree limitrofe al territorio di Carmagnola”.[3]

L'istituzione è inoltre dotata di una biblioteca specializzata (con un migliaio di testi, di cui si occupa Gianni Delmastro), e di un laboratorio scientifico per la preparazione degli animali.[2]

Attualmente, il direttore del museo è Giovanni Boano.[4]

Presso il Museo hanno sede il Gruppo Piemontese Studi Ornitologici (GPSO) e l'Associazione Naturalistica Piemontese (ANP).

Sistemazione attualeModifica

Le raccolte sono suddivise nelle seguenti sezioni:

  • Collezione mammalogica, (700 esemplari);
  • Collezione ornitologica, (615 esemplari);
  • Collezione erpetologica, (412 esemplari di anfibi e 654 di rettili);
  • Collezione paleontologica, (8.197 reperti);
  • Collezione mineralogica, (150 campioni).[5]

NoteModifica

  1. ^ Amedeo Benedetti – Bruno Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della Tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003, p. 20.
  2. ^ a b c Idem.
  3. ^ Ibidem, p. 21.
  4. ^ <http://www.storianaturale.org/>
  5. ^ Ibidem, pp. 21-21.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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