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Museo di Fucecchio

museo di Fucecchio
Museo di Fucecchio
Museo di fucecchio 01.JPG
L'ingresso del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàFucecchio
IndirizzoPiazza Vittorio Veneto 27
Caratteristiche
TipoStoria, arte, archeologia, architettura
Apertura1969
Sito web

Coordinate: 43°43′45.03″N 10°48′30.72″E / 43.729176°N 10.808532°E43.729176; 10.808532

Il Museo di Fucecchio è un museo territoriale che ospita collezioni di carattere archeologico, storico-artistico e naturalistico, di proprietà comunale, statale e ecclesiale.

Il museo ha sede dal marzo 2004 all'interno del Palazzo Corsini, edificio principale del complesso della Fattoria Corsini, in piazza Vittorio Veneto nella parte alta di Fucecchio; fa parte della Rete Museale del Valdarno di Sotto e del Sistema Museale Terre del Rinascimento.

La sezione archeologica, caratterizzata da reperti di varie epoche e testimonianze di archeologia medievale, consente di ricostruire le antiche case del nucleo urbano con le mura e le porte, oltre all'analisi del complesso della Fattoria Corsini all'interno del quale è ospitato il museo. Il primo piano è destinato completamente al Museo d'Arte Sacra, mentre l'ultima sezione del palazzo presenta la collezione ornitologica acquistata dal Comune di Fucecchio nel 1978 dal medico Adolfo Lensi come testimonianza della ricchezza avifaunistica della zona.

StoriaModifica

 
L'antico impluvium della Fattoria Corsini

Inaugurato nel 1969, il museo di Fucecchio rappresentava all'epoca uno dei pochi esempi di museo territoriale in Toscana. Il museo, allestito in un antico ambiente sul Poggio Salamartano, era composto principalmente da un ristretto numero di opere, che includevano dipinti, parati ed oreficerie - provenienti dalla Collegiata e dalle altre chiese di Fucecchio.

Negli anni, soprattutto per merito dei lavori di ristrutturazione effettuati nel centro storico del comune di Fucecchio, il museo si è notevolmente arricchito di materiale archeologico. In seguito a tale incremento si è reso necessario un ampliamento degli spazi espositivi.

Nel 1981, Il museo è stato trasferito all'interno del centro culturale insediato nella Fattoria Corsini comprendente anche la Biblioteca e l'Archivio.

Sezione archeologicaModifica

 
Calici su piede in bucchero, fine VII-inizio VI secolo ac.

La sezione archeologica, situata al piano terra di Palazzo Corsini, illustra aspetti del popolamento e della storia degli insediamenti nel territorio di Fucecchio e nelle aree contigue attraverso materiali databili tra il Paleolitico inferiore e il XVIII secolo, raccolti nel corso di ricerche archeologiche di superficie e scavi.

Il percorso inizia con una presentazione sulla forma del territorio locale e sulla presenza delle faune marine continentali plioceniche e villafranchiane. I primi abitati stabili di allevatori e agricoltori del Neolitico e delle età dei metalli sono documentati dalla presenza di ceramiche, industrie litiche e metalli. Particolare importanza viene attribuita ai materiali del villaggio di Stabbia che risalgono all'età del Bronzo (intorno al 1500 a.C.).

Una campionatura di oggetti di pietra lavorata, selezionati in base alla forma e alla provenienza, documenta la presenza nel territorio di popolazioni paleolitiche di cacciatori e nomadi che percorrevano il Valdarno. Si tratta di strumenti in selce, come raschiatoi, bulini, punte e anche di nuclei e schegge ritrovati per lo più sporadicamente. Sono anche documentati complessi concentrati in singoli luoghi, come quello di Capanno del Banti, che attesta la presenza di capanne o bivacchi.

A insediamenti più stabili e consistenti si riferiscono i frammenti ceramici databili tra l'età del bronzo e gli inizi dell'età del ferro, mentre materiali fittili d'impasto e di bucchero rivelano che le popolazioni dell'area erano quanto meno in contatto con gli etruschi. Meno documentata l'età romana, che ha comunque restituito ceramiche a vernice nera, anforacei, terra sigillata e un frammento di ara con iscrizione.

In età imperiale, oltre alle tracce di centuriazioni e di insediamenti rurali, alcuni dati epigrafici concentrati presso Ponte a Cappiano (in particolare l'epigrafe funeraria di Tiberius Iulius Ianuarius e un'ara votiva in marmo) permettono di confermare l'esistenza di un centro abitato più consistente.

Agli scarsi reperti altomedievali succedono le più numerose testimonianze relative al basso Medioevo, che documentano la presenza di piccoli insediamenti a carattere prevalentemente agricolo, talora in continuità con siti occupati in età antica. Si tratta di nuclei insediativi che talvolta evolvono verso veri e propri borghi e castelli, documentati soprattutto da materiali ceramici. La documentazione archeologica del territorio riguardante il periodo tra l'età feudale e quella comunale consiste in ritrovamenti originali e ricostruzioni in scala, basate su dati archeologici, di strutture civili e militari. Dal centro storico di Fucecchio provengono, oltre a frammenti ceramici, testimonianze relative all'edilizia medievale. Particolare interesse rivestono i resti di un'abitazione rinvenuta nel 1984 durante i lavori di pavimentazione del Poggio Salamartano, che hanno consentito di ricostruire un esempio di casa povera del XII secolo. L'abitazione era caratterizzata da pareti in vegetali intrecciati, rivestite di argilla e tetto in ardesia, mentre i resti di oggetti in uso che si trovano all'interno aprono interessanti prospettive sulla vita quotidiana di quell'epoca. Strettamente connessa con l'edilizia medievale è la produzione di laterizi cui è dedicata una sezione espositiva che illustra i caratteri dell'attività delle fornaci, come ad esempio la documentazione in calco dei tipi di laterizi decorati valdarnesi, databili tra il XII ed il XIV secolo.

Con l'età rinascimentale è documentata con certezza una produzione ceramica locale, che è stata studiata anche attraverso documenti d'archivio. Il confronto tra le risultanze archeologiche e le fonti scritte ha consentito di allestire una sezione dedicata alle fornaci da vasaio, la cui attività è illustrata attraverso una selezione di ceramiche di tipo "graffita tarda", con decorazioni (motivi floreali, stemmi).

I materiali naturalistici e archeologici permettono di seguire la storia del paesaggio naturale e antropizzato dell'area comprendente l'altopiano delle Cerbaie, la bassa Valdinievole e il Valdarno, tra la fine del Terziario e l'Età moderna.

Sala 1 - L'ambiente naturale prima della comparsa dell'uomoModifica

La prima sala è dedicata al materiale paleontologico più antico e mostra il concetto di tempo geologico e l'evoluzione dei viventi, per affrontare i diversi processi di fossilizzazione, esemplificati da fossili di animali e piante.

Sala 2 - Il Paleolitico e il MesoliticoModifica

La seconda sala, dedicata alla documentazione archeologica dal Paleolitico al Mesolitico, si apre con una sintetica introduzione ai complessi cambiamenti che contraddistinguono il Pleistocene: dallo stabilizzarsi delle condizioni ambientali continentali alle oscillazioni climatiche, fino all'evoluzione fisica dell'uomo.

Sala 3 - Dal neolitico all'età romanaModifica

La terza sala, dedicata al periodo che va dal Neolitico all'età romana, si concentra principalmente su notizie di vecchi rinvenimenti e su scarsi materiali fittili e metallici che documentano sepolture isolate e una serie di piccoli abitati diffusi sul territorio.

Sala 4 - L'età feudaleModifica

La quarta sala è dedicata alla documentazione topografica e archeologica del territorio in età feudale. Viene illustrato l'abitato sparso di tipo altomedievale e descritti gli elementi dell'organizzazione territoriale medievale, come la viabilità e la rete ospedaliera, o aspetti peculiari della cultura materiale dell'area, come, ad esempio, le abitazioni in terra cruda.

Sala 5 - Dal basso Medioevo all'età modernaModifica

La quinta sala è dedicata alle documentazioni archeologiche tra il XIV e il XVIII secolo e si apre con una ricostruzione dell'assetto del centro urbano in età comunale e con descrizioni delle varie strutture che componevano l'apparato difensivo, è poi esemplificato anche l'assetto e l'evoluzione di un edificio signorile e la circolazione di manufatti attraverso il caso offerto dallo stesso palazzo Corsini.

Sala 6 - Produzioni tra Medioevo e età modernaModifica

La sesta sala illustra alcuni aspetti delle produzioni locali tra Medioevo ed età moderna, come i laterizi che un tempo decoravano l'edilizia religiosa e civile tra il XII e il XIV secolo, l'attività tra il XVI e il XVIII secolo delle fornaci di ceramiche graffite e i mulini tardomedievali, documentati dal grande ingranaggio in legno di un mulino sull'Arno. Il territorio compreso fra il Valdarno Inferiore e la Valdelsa presenta infatti una caratteristica produzione di laterizi decorati impiegati soprattutto negli edifici sacri.

Collezione archeologica LottiModifica

La collezione archeologica Lotti, acquistata dal Comune di Fucecchio, ha una funzione complementare rispetto alla sezione archeologia permettendo al visitatore di estendere lo sguardo oltre le documentazioni locali per conoscere i prodotti in ceramica circolanti nell'area tirrenica antica e da questi comprendere fenomeni storici di più ampia portata. Il materiale, originario di aree esterne al Valdarno, documenta alcuni momenti delle produzioni ceramiche etrusche e dei rapporti commerciali mediterranei dal VII secolo a.C. al V secolo d.C. Di estremo interesse sono due olpai etrusco-corinzie, utilizzate per contenere vino e prodotte a Vulci tra il 630 e il 540 a.C. ispirandosi alle ceramiche importate in Etruria da Corinto. Il nucleo di ceramiche a vernice nera esemplifica il vasellame da mensa più diffuso in Italia e nel Mediterraneo occidentale, tra IV e I secolo a.C., prodotto da moltissime officine su imitazione dei prodotti attici. Il nucleo di ceramica prodotta a Tarquinia o a Vulci tra l'VIII e i primi decenni del VII secolo a.C., presenta la tipica decorazione ispirata alle contemporanee produzioni greche dell'Eubea. I vasi etruschi in bucchero furono invece prodotti indifferentemente a Vulci, Chiusi, Orvieto e Tarquinia tra la fine del VII e la prima metà del VI sec. a.C. Un'anfora del V secolo d.C., prodotta nell'attuale Tunisia, era utilizzata per il trasporto marittimo di olio o salsa di pesce della provincia e appartiene a un tipo diffuso in tutto il Mediterraneo. Tra i bronzi, si segnalano infine due esemplari di produzione egizia: il pendente con la testa della dea Sekhmet e la singolare statuetta della dea Iside nell'atto di allattare il figlio Horus, databili tra il 600 e il 300 a.C.

Sezione arte sacraModifica

 
Natività a santi di Giovanni Larciani

Il salone principale immette in un piccolo ambiente che custodisce le opere di arte sacra cronologicamente più antiche e da cui inizia il percorso di visita.

Disposta al primo piano del palazzo, la sezione riunisce opere pittoriche e oggetti d'arte sacra provenienti dalle molte chiese del centro di Fucecchio e del suo territorio, ma principalmente dalla chiesa abbaziale di San Salvatore e dalla chiesa Collegiata di San Giovanni Battista, dove confluirono anche opere provenienti dalle chiese e dalle congregazioni religiose soppresse in età leopoldina, datate tra il XIII e il XVIII secolo.

Nel salone principale trovano sistemazione:

La sezione dedicata alla suppellettile liturgica ospita:

  • un Reliquiario della croce (XV secolo), in cristallo di rocca;
  • un calice (XV secolo);
  • un raro acquamanile con rinfrescatoio (XVI secolo), in ottone,

La collezione dei paramenti sacri si differenzia per varietà e ricchezza, permettendo una digressione su tecniche e stili di manifatture tessili nei secoli XVII e XVIII. Di grande interesse sono esposti tessuti provenienti da Venezia e in generale quelli di manifattura italiana, che si confrontano bene con quella francese in una serie di richiami e riprese che in alcuni casi lasciano dubbi sull'effettivo luogo di esecuzione.

7 Sala dei dipinti e delle arti minori dei secoli XIII-XVModifica

8 Sala dei dipinti del secolo XVIModifica

La visita prosegue nel salone principale, al centro del quale si trova un badalone ligneo cinquecentesco. In questa sala sono esposti i dipinti del XVI secolo, il più importante dei quali, sulla parete di fondo, è la Natività fra i santi Michele Arcangelo, Clemente, Marta e Pietro, sormontato dalla lunetta raffigurante la Trinità e gli evangelisti, opera di un pittore rimasto anonimo sino a pochi anni e poi identificato con il fiorentino Giovanni Larciani.

  • Pittore fiorentino - Madonna col Bambino tra i santi, 1530 ca.
  • Giovanni Larciani - Natività tra i santi, 1523
  • Raffaello Botticini - Annunciazione tra i santi Andrea e Francesco, 1510 ca.
  • Manifattura toscana - Badalone, XVI secolo

9 Sala dei dipinti del secolo XVIIModifica

Dal Salone entrando dalla porta che si apre subito accanto alla Natività del Larciani, si accede alla terza sala del museo. Sono qui raccolti dipinti del secolo XVII, riferibili a pittori -variamente legati a Fucecchio: una tela raffigurante la Madonna che dona lo scapolare a San Simone Stock, una Maddalena e un San Girolamo attribuibili al senese Bernardino Mei e una grande pala d'altare commissionata nel 1665 dalla confraternita dei Trinitari.

  • Pittore fiorentino - La Vergine consegna lo scapolare, 1620 ca.
  • Bernardino Mei - Maddalena penitente, 1640 ca.
  • Bernardino Mei - San Girolamo, 1640 ca.
  • Pittore toscano - Trinità e celebrazione dell'ordine dei Trinitari, 1665 ca.

10 Sala delle oreficerieModifica

In questa sala, collocata tra il salone principale e l'ultima sala dei dipinti, ornata dai paesaggi eseguiti nella seconda metà del Settecento da Stefano Fabbrini, è stata collocata una grande vetrina a piramide che ospita la sezione delle oreficerie. Si tratta per lo più di oggetti liturgici provenienti dalle chiese di Fucecchio: tra gli altri, un calice quattrocentesco dalla elegante foggia e dalla raffinata decorazione e un reliquiario in cristallo di rocca proveniente dalla collegiata di San Giovanni Battista.

  • Manifattura toscana - Serie di candelabri, XVIII secolo
  • Francesco Vandi - Croce astile, 1681
  • Bottega fiorentina - Reliquiario, XV secolo
  • Francesco Vandi - Calice, 1684
  • Bottega romana - Reliquiario della croce, 1815 ca.
  • Ignoto argentiere fiorentino - Secchiello, 1787
  • Andrea Cambi - Pace, 1747
  • Bottega all'insegna del pappagallo - Calice, 1680 ca.
  • Bottega fiorentina - Reliquiario della croce, 1730 ca.
  • Bottega toscana - Calice, XV secolo
  • Bottega fiorentina - Busto reliquiario della Vergine, XVII ca.
  • Bottega fiorentina - Calice, 1687
  • Bottega toscana - Brocca e vassoio, XIX secolo
  • Bottega toscana - Turibolo, XVIII secolo
  • Bottega toscana - Croce astile, XVI secolo
  • Manifattura toscana - Fornimento per legatura, XIX secolo
  • Bottega fiorentina - Leggìo, 1730 ca.
  • Zanobi Biagioni - Vassoio, 1780 ca.

11 Sala dei dipinti e degli argenti dei secoli XVII-XVIIIModifica

Qui si trovano dipinti sei-settecenteschi, dalla grande tela di Alessandro Rosi raffigurante i Santi Giovanni Battista e Benedetto, che un tempo incorniciava l'affresco quattrocentesco nell'oratorio della Vergine della Ferruzza, a una pala di Michele Laschi da Fiesole, al San Luigi Gonzaga di Giovan Domenico Ferretti.

  • Manifattura toscana - Busto di San Giovanni Battista
  • Bottega Toscana - Bacile, XVII secolo
  • Francesco Loi - Ostensorio, 1760 ca.
  • Pittore toscano - Il trionfo della croce, XVIII secolo
  • Bottega fiorentina - Croce astile, 1730 ca.
  • Alessandro Rosi - Santi Giovanni Battista e Benedetto, 1670 ca.
  • Giovan Domenico Ferretti - San Luigi in gloria d'angeli, 1755 ca.
  • Michele Laschi da Fiesole - Vergine in gloria tra i santi, 1670 ca.

12-13 Sale dei paramenti sacriModifica

In questi due ambienti del museo è allestita la sezione dei tessuti e dei paramenti liturgici. Sono esposti piviali, pianete, tonacelle, veli da calice, manipoli, realizzati con tessuti preziosi e provenienti dalle chiese di Fucecchio. I manufatti, eseguiti in gran parte da botteghe fiorentine, mostrano accanto alla consueta decorazione a fiori di cardo, ampiamente diffusa in Toscana, altri motivi ornamentali che riflettono l'aggiornamento del gusto anche per manufatti, come quelli liturgici, solitamente legati a moduli fortemente tradizionali. Si può notare in particolare il parato settecentesco proveniente dalla Chiesa di Santa Maria delle Vedute, in cui le decorazioni seguono motivi rococò e cineserie che proprio in quel periodo, conoscono grande diffusione nel campo dell'ornamentazione.

  • Manifattura fiorentina - Pianeta, XVII secolo
  • Manifattura veneziana - Pianeta, XVII secolo
  • Manifattura toscana - Mazze da processione, XIX secolo
  • Manifattura italiana - Parato in terzo, 1720 ca.

15 Sala Arturo Checchi (1886-1971)Modifica

Dopo la saletta 14 (didattica), nella sala 15 sono state raccolte le opere donate dal pittore Arturo Checchi al Comune di Fucecchio. Si tratta di 17 dipinti, compresi in arco temporale che va dal primo decennio del Novecento fino agli anni Sessanta, che permettono di seguire l'evoluzione artistica di Checchi. La collezione del museo presenta opere che appartengono principalmente al primo periodo della sua attività, caratterizzato da temi e suggestioni locali. Sono presenti inoltre due sculture in bronzo, destinate a ornare una pubblica fontana.

  • Autoritratto, 1908
  • Fucecchio dall'albereta, 1910
  • Mio padre, 1911
  • I vespri, 1911
  • Orti fiorentini, 1912
  • Contadine fucecchiesi, 1913
  • Albereta, 1912
  • Al lavoro, 1912
  • Galletti, 1916
  • Sotto la pioggia, 1936
  • Al telefono, 1968
  • Alberi in piazza Donatello, 1958
  • La domestica, 1916
  • Ragazza in bleu, 1934
  • Mia madre, 1939
  • Colline fucecchiesi, 1916
  • Donne alle case di Galletto, 1910
  • Sirena, (scultura) 1932
  • Fanciulla, (scultura) 1935

Collezione ornitologica "Adolfo Lensi"Modifica

 
La collezione ornitologica

La collezione ornitologica Adolfo Lensi venne acquistata dal Comune di Fucecchio nel 1978. Il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio ne ha effettuato nel 2003 un restauro completo, curando anche l'allestimento didattico, attraverso un contributo del Comune di Fucecchio e della Regione Toscana, nell'ambito del progetto regionale "Lungo le rotte migratorie".

Gli esemplari che compongono la collezione sono circa 300 e sono stati raccolti tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, in ambito prevalentemente locale, fattore che rende la collezione particolarmente interessante a livello storico e naturalistico come testimonianza di quella che un tempo era la ricchezza qualitativa e quantitativa dell'avifauna di questa area, oggi notevolmente alterata.

La raccolta in totale è composta da 292 esemplari per 144 specie, 49 famiglie e 18 ordini.

Nella sala 16 sono esposti gli esemplari più rappresentativi degli ambienti che si trovano nel Padule di Fucecchio e nelle aree limitrofe: le acque basse e le acque profonde, il canneto, la garzaia, le aree boscate, i prati e i coltivi.

Nella sala 17 sono esposti, nelle vetrine originali restaurate, i rimanenti esemplari della collezione ordinati secondo un criterio sistematico e corredati da pannelli esplicativi sulla biologia e sulla classificazione dell'avifauna. Fra gli uccelli acquatici, che sono più rappresentati, si trovano specie rare come il Gobbo rugginoso, ormai estinto in Italia, il Pollo sultano, sopravvissuto solo in Sardegna, e la Moretta tabaccata che nell'Ottocento nidificava in gran numero anche nel Padule di Fucecchio, tanto da dare il nome al Porto delle Morette, mentre ora frequenta l'area solo durante le migrazioni.

BibliografiaModifica

  • A cura di Alberto Malvolti, Fucecchio: i luoghi, l'arte, la storia, 2000. ISBN 88-86975-29-5.
  • A cura di Rosanna Caterina Proto Pisani, Guida alla scoperta del museo e alla scoperta del territorio, Edizioni Poilistampa, 2006. ISBN 88-596-0053-7.

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