Nakamura (bandito)

criminale giapponese

Nakamura Chōbei[1] (中村 長兵衛 Nakamura Chōbei?; XVI secoloXVII secolo) è stato un bandito giapponese vissuto durante il periodo Azuchi-Momoyama, ricordato per aver ucciso il generale Akechi Mitsuhide durante la fuga dalla battaglia di Yamazaki.

Nakamura in una rappresentazione da Yamashiro Ogurusu no tsuki, opera di Yoshitoshi, prima del 1892.

BiografiaModifica

La vitaModifica

Nakamura Chōbei era un semplice contadino che visse in Giappone durante il periodo Azuchi-Momoyama del XVI secolo. Era il capo di un gruppo di banditi cacciatori di teste che avevano la loro base nei pressi di un piccolo villaggio chiamato Ogurusu, situato nella zona di Fushimi della prefettura di Kyoto, e che era vicino alla zona in cui fu combattuta la battaglia di Yamazaki del 2 luglio 1582. Attaccavano gli squadroni nelle vicinanze dei campi di battaglia per l'acquisizione di preziose armature e spade.

La morte di MitsuhideModifica

 
Nakamura che uccide Mitsuhide, stampa di Utagawa Kunimasa del 1894.

Egli stesso disse di aver ucciso il generale traditore Akechi Mitsuhide, inoltratosi nelle campagne nella speranza di salvarsi. Secondo questa voce, al momento della fuga, dopo essere stato sconfitto a Yamazaki dalle truppe di Toyotomi Hideyoshi, Mitsuhide attraversò con i suoi dodici vassalli il villaggio di Ogurusu. A tarda mezzanotte, lungo la strada sotto una forte pioggia, mentre andava a cavallo dal fratello minore Hidemitsu al castello di Sakamoto, passò vicino a Nakamura, che era nascosto in un boschetto di bambù fuori città, nel sud-est di Kyoto, alla ricerca dei samurai in fuga per derubarli.

Scambiato per un predone, Mitsuhide venne catturato dai banditi e Nakamura lo uccise di persona trafiggendolo al torace sul fianco con un solo colpo della sua lancia di bambù.[2] Ciò avvenne il 17 luglio 1582, tredici soli giorni dopo che Mitsuhide aveva tradito e ucciso il daimyō Oda Nobunaga al tempio di Honnō-ji. Nel momento in cui Mitsuhide toccò il suolo cadendo da cavallo, era già morto, e Nakamura fuggì così com'era.

La mattina dopo, cessato di piovere, il cadavere di Mitsuhide fu trovato dagli abitanti del villaggio, quando era grossolanamente marcito dal caldo intenso dell'estate, e indossava una solenne armatura con lo stemma del clan Akechi, con il kikyo (fiore a palloncino). Mizō Shigemoto, il vassallo di Hideyoshi, riferì che era senza testa e con un germoglio di bambù immerso nel collo. Trovata sepolta sotto la terra umida nella vicina Fukada per evitare di cadere nelle mani del nemico, la testa fu presentata a Hideyoshi. Tuttavia, poiché il cadavere recuperato era difficile da identificare correttamente, altre voci narrano che Mitsuhide non perse la vita dopo la battaglia, ma si ritirò dalla vita militare dopo essere riuscito a sopravvivere, cambiando il proprio nome in Nankobo Tenkai e costituendosi in un monastero.

La scomparsaModifica

In un sondaggio del successivo periodo Kan'ei (1624-1644), circa cinquant'anni dopo, nessuno degli abitanti del villaggio di Ogurusu conosceva il contadino Nakamura Chōbei, che doveva essere diventato un eroe.

NoteModifica

  1. ^ Per i biografati giapponesi nati prima del periodo Meiji si usano le convenzioni classiche dell'onomastica giapponese, secondo cui il cognome precede il nome. "Nakamura" è il cognome.
  2. ^ Turnbull, 2011, p. 29.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (JA) 謎の中村長兵衛, su shisly.cocolog-nifty.com (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2019).
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