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Navigare necesse est, vivere non est necesse

locuzione latina

Navigare necesse est, vivere non est necesse ("Navigare è indispensabile, vivere no"), anche noto nelle sue variazioni navigare necesse est, vivere non necesse est o navigare necesse est, vivere non necesse e vivere non necesse, navigare necesse est , è l'esortazione che, secondo Plutarco, Gneo Pompeo diede ai suoi marinai, i quali opponevano resistenza a imbarcarsi alla volta di Roma a causa del cattivo tempo:

(GRC)

«ἀνάγεσθαι δὲ μέλλων πνεύματος μεγάλου κατὰ θάλατταν ὄντος καὶ τῶν κυβερνητῶν ὀκνούντων, πρῶτος ἐμβὰς καὶ κελεύσας τὴν ἄγκυραν αἴρειν ἀνεβόησε· ‘πλεῖν ἀνάγκη, ζῆν οὐκ ἀνάγκη.’»

(IT)

«Sul punto di salpare, dato che soffiava per mare un gran vento e i timonieri rumoreggiavano, imbarcatosi per primo e ordinando di levare l'ancora gridò: "Navigare è necessario, vivere non è necessario!"»

(Plutarco, Vita di Pompeo, 50, 1[1])

FortunaModifica

 
Motto posto alla fine di primo libro delle Laudi Dannunziane.

Tradizionalmente viene citata per indicare il disprezzo per le necessità contingenti e l'esaltazione di ideali ulteriori.

Venne ripresa dalla Lega anseatica, della quale divenne il motto, e da Gabriele D'Annunzio, il quale la prese come motto di vita eroica e la riportò nelle sue opere[2]. È anche il titolo di un famoso articolo di Benito Mussolini su il Popolo d'Italia il primo giorno del 1920.

Fernando Pessoa ha ripreso questa massima nel poema Navegar è preciso, citato testualmente a sua volta da Caetano Veloso, nella sua canzone Os Argonautas (1969): "Navegar è preciso/Viver não è preciso".

NoteModifica

  1. ^ Bernadotte Perrin, Plutarch's Lives with an English Translation by Bernadotte Perrin in Eleven Volumes, vol. 5, 1917, Harvard University Press, Cambridge, MA.
  2. ^ Nella poesia Alle Pleiadi e ai Fati, che è la prima delle Laudi (visualizza il testo)

Voci correlateModifica

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