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Il Nguruvilu (lett. "Serpente volpe"; anche detto: Guirivilo, Guruvilu, Ñuruvilu, Ñirivilu, Ñivivilu, Ñirivilo o Nirivilo; dalla lingua mapudungun ngürü, "volpe", e filu, "serpente") è una creatura appartenente alla mitologia mapuche del Cile.

Indice

DescrizioneModifica

Lo nguruvilu è una creatura delle dimensioni di un grande canide, che si presenta come un serpente con la testa di volpe. Il corpo è lungo e serpentino (ma ha anche squame e pinne e ricorda un serpente marino) e termina con una coda di volpe sulla cui punta c'è una specie di artiglio, che usa per ferire e per produrre vortici.

LeggendaModifica

Il Nguruvilu origina dal popolo nativo americano Mapuche. È una creatura che abita i fiumi e ha un aspetto di una strana volpe, con un corpo lungo, simile a quello di un serpente, e una lunga coda dotata di unghie che usa come un artiglio; ma non è una creatura marina. Il Nguruvilu vive in e ne sono la causa di vortici pericolosi che uccidono le persone che cercano di attraversare i fiumi. La creatura rende l'acqua bassa su entrambi i guadi, per incoraggiare le persone a provare ad attraversare il fiume facendolo apparire un attraversamento sicuro. Comunque, il solo modo sicuro di attraversare il fiume con un Nguruvilu è con l'uso di una barca. L'unico modo per sbarazzarsi di un Nguruvilu è trovare uno sciamano machi oppure un buon kalku , un mago cercatore. Al kalku vengono offerti doni in cambio del servizio di rimozione del Nguruvilu. Il kalku (che può essere maschio o femmina) guada attraverso il fiume fino a che non raggiunge il vortice e quindi si tuffa. Poi nuota in superficie dopo aver catturato il nguruvilu tra le sue braccia con le sue potenti abilità magiche. In seguito procede a minacciare la creatura con un lungo e affilato coltello detto cuchillo e minaccia di mutilare l'animale se mai provasse a danneggiare un'altra persona nel tentativo di attraversare il corso d'acqua. Il Kalku poi rilascia il Nguruvilu nell'acqua. È 'importante che a questo atto assistano tutti gli abitanti dalla zona. Poi di solito si celebra una grande festa e nessuno più dovrà temere il Nguruvilu per attraversare il fiume. Il vortice o i vortici che c'erano fino a poco prima si restringono e poi scompaiono, e i guadi diventano ancora meno profondi, rendendo l'attraversamento abbastanza sicuro anche per la più fragile donna anziana o per il bambino più piccolo. Si ritiene che la creatura si sposta altrove per proseguire la sua attività di infastidire le persone, probabilmente va a tormentare i popoli a valle al prossimo attraversamento del fiume. È famoso il racconto di solito usato come favola della buona notte sul kalku e il Nguruvilu che si trova nella raccolta Racconti popolari del Cile.

BibliografiaModifica

  • (ES) Sperata R. de Saunière. Cuentos populares araucanos y chilenos: recogidos de la tradición oral. Biblioteca popular Nascimento. Editorial Nascimento, 1975.

Voci correlateModifica

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