Orazio Borgianni

pittore italiano

Orazio Borgianni (Roma, 6 aprile 1576Roma, 14 gennaio 1616) è stato un pittore italiano.

BiografiaModifica

 
San Carlo Borromeo (1° versione), 1610.

Poche sono le notizie riguardanti la biografia di questo artista. Figlio di un carpentiere originario di Firenze[1], nacque a Roma nel 1576 circa, dove ebbe la prima formazione in un ambiente artistico di gusto puramente manieristico. Si trasferì quindi, assieme al fratellastro Giulio Lasso, pittore e scultore, in Sicilia e, in seguito, tra la fine del XVI secolo e l'inizio del successivo, in Spagna, dove si sposò[2] e maturò il proprio linguaggio artistico. Tornato in Italia nel 1602 circa, vi giunse nel momento della esplosione più viva della polemica caravaggesca. Il Caravaggio, benché fosse diventato un nemico personale del Borgianni, per i rapporti molto tesi che intercorsero fra i due, peraltro influì molto sulla sua evoluzione artistica. Il Borgianni morì a Roma probabilmente nel 1616, non ancora quarantenne.

Stile pittoricoModifica

 
San Carlo Borromeo (2° versione), 1611-1612; tela. Roma, chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane.

Dopo aver ricevuto la prima formazione in Italia, si trasferisce in Spagna dove matura il proprio linguaggio artistico sugli esempi di El Greco e di Jacopo Bassano. E qui è soprattutto l'arte di El Greco ad influire in maniera determinante sul suo stile con il luminismo violento e con l'allungamento visionario delle figure. Al suo rientro a Roma abbandona le orme del tardo manierismo romano per seguire quelle della nuova interpretazione luministica del Caravaggio. Questo incontro con lo stile caravaggesco si traduce, nei suoi dipinti, in intensi effetti luministici e stupende nature morte, che assumono un originale tratto visionario trasfigurante.

Così, con la forza innovativa e l'attenzione drammatica della sua pittura, nasce uno degli stili più caratteristici dell'epoca in virtù della tecnica libera e pastosa e del colore ricco ed intenso. Che il suo realismo assume aspetti diversi, bene emerge da alcuni dipinti quali la Natività della Vergine o la Sacra Famiglia, dove la luce ha guizzi improvvisi e misteriosi che trasfigurano il naturalismo della scena. In molte sue opere, inoltre, il Borgianni mette in mostra un appassionato interesse archeologico, che si traduce con l'inserimento nelle composizioni, di elementi di scavo come bassorilievi e frammenti, che lasciano trasparire la malinconia dell'artista per un mondo perduto.

San Carlo BorromeoModifica

 
Sacra Famiglia, 1615 circa; tela. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica.

Una delle opere più conosciute del Borgianni è il San Carlo Borromeo di cui esistono due versioni. La più famosa, datata 1611-12, è custodita a Roma presso la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, capolavoro dell'arte borrominiana. In esse si coglie la maturazione dell'artista nel contrasto di luci, che è già alla base della sua tecnica, e nella costruzione scenica che viene sovvertita a favore di un più evidente coinvolgimento emotivo.

Maestro d'arteModifica

L'opera del Borgianni ebbe un'indubbia influenza in Italia, ad esempio su Giovanni Serodine e Guercino[3], ma soprattutto sulla pittura della Spagna, paese con cui continuò a intrattenere rapporti anche dopo il trasferimento a Roma. Durante i suoi soggiorni a Madrid e nelle sue visite alla penisola iberica, portò con sé un gran numero di opere con le quali esercitò grande influenza sui pittori spagnoli del primo barocco, in particolare su Luis Tristán. Tra le opere conservate in Spagna particolare rilievo hanno le tele della chiesa di Porta Coeli di Valladolid, il Cristo con la croce e il David e Golia.

NoteModifica

  1. ^ Dizionario della pittura e dei pittori, vol. A-C, Giulio Einaudi Editore, 1989
  2. ^ G. Baglione, Le vite de' pittori, scultori et architetti
  3. ^ Dizionario della pittura e dei pittori, vol. A-C, Giulio Einaudi Editore, 1989

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Collegamenti esterniModifica

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