Il parochet che copre l'Aron della sinagoga di Padova.

Un parochet (Ebraico: פרוכת) (dall'aramaico parokta che significa "tenda" o "protezione"[1]) è una tenda che nella religione ebraica nasconde la parte più sacra del luogo di culto, dove viene custodita la parola di Dio (nella Bibbia le Tavole della Legge, nel giudaismo rabbinico i rotoli della Torah).

Nella Bibbia ebraicaModifica

Nel libro dell'Esodo il parochet è un velo che nasconde il "santo dei santi", l'area in cui era custodita l'Arca dell'Alleanza. Per esempio in Esodo 40,21 è scritto: "portò l’arca nel tabernacolo, sospese il velo di separazione e lo tese davanti all’arca della testimonianza, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè...".

Il termine parochet è usato nella Bibbia anche per descrivere l'analoga tenda che, nel Tempio di Salomone (il primo dei templi che costituirono la struttura chiamata Tempio di Gerusalemme), separava il Qodesh ha-Qodashim dall'echal, la sala principale.[2] L'uso di questa tenda nelle sinagoghe sta quindi anche a testimoniare la centralità di quel tempio all'interno del culto ebraico.

Nel Nuovo TestamentoModifica

Nei tre Vangeli sinottici si racconta che al momento della morte di Gesù il velo del Tempio si sarebbe squarciato in due da cima a fondo.[3] Secondo alcune interpretazioni teologiche il velo del Tempio che si sarebbe squarciato in occasione della morte di Gesù sarebbe proprio quello che copriva il Santo dei Santi. La rottura del velo indicherebbe simbolicamente l'accesso diretto a Dio reso possibile dal sacrificio di Gesù. Secondo altri, tuttavia, si tratterebbe del velo esterno, posto all'ingresso del Tempio di Erode.[4] In questo caso l'evento sottolineerebbe più precisamente l'accesso al santuario celeste aperto anche ai pagani.

Il tema teologico della rottura del velo è ripreso nella Lettera agli Ebrei.

Nelle sinagogheModifica

Il parochet copre l'Aron haQodesh, un arredo sacro sempre presente all'interno della Sinagoga deputato a contenere il Sefer Torah, i rotoli della legge. In molte sinagoghe, durante i Yamim Noraim, il parochet comunemente usato per tutto l'anno viene sostituito con un parochet bianco.

Nel Museo di Arte Ebraica Italiana "U. Nahon" di Gerusalemme, in Israele, è custodito il più vecchio parochet giunto ai giorni nostri, risalente al 1572.[5]

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NoteModifica

  1. ^ George Arthur Buttrick, Synagogue, in The Interpreter's Dictionary of the Bible, An Illustrated Encyclopedia (Volume 4: R-Z), Abingdon Press, 1º gennaio 1962, pp. 476-491. URL consultato il 1º gennaio 2017.
  2. ^ George Arthur Buttrick, Temple, Jerusalem, in The Interpreter's Dictionary of the Bible, An Illustrated Encyclopedia (Volume 4: R-Z), Abingdon Press, 1º gennaio 1962, p. 536. URL consultato il 1º gennaio 2017.
  3. ^ Secondo il Vangelo di Matteo: "Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra tremò, ....". Il Vangelo secondo Marco racconta:"Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso." (Mc15,37-38). Anche il Vangelo secondo Luca riferisce: " Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò." (Lc23,45-46).
  4. ^ David Ulansey, THE HEAVENLY VEIL TORN: MARK'S COSMIC "INCLUSIO", su Mysterium.com, marzo 1991. URL consultato il 4 giugno 2019.
  5. ^ Un tesoro di arte ebraica italiana a Gerusalemme, Israele.net, 16 maggio 2006. URL consultato il 1º gennaio 2017.

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