Pianificazione linguistica

Con pianificazione linguistica ci si riferisce a sforzi deliberati di influenzare il comportamento altrui relativamente all'acquisizione, alla struttura o alla collocazione funzionale di una lingua. Tale attività includerà tipicamente lo sviluppo di traguardi, obiettivi e strategie per cambiare il modo in cui la lingua viene utilizzata. A livello governativo, la pianificazione linguistica prende la forma di politica linguistica.

Molte nazioni hanno organismi di regolamentazione linguistica (ad esempio la Direzione Generale per la Traduzione della Commissione Europea [1]), che hanno il compito specifico di formulare ed attuare le politiche di pianificazione linguistica. Gli aspetti economici della pianificazione linguistica possono essere anche rilevanti - si pensi per esempio ai mercati di prodotti fortemente connessi alla lingua (film, libri, software, ecc.) - e sono oggetto di studio della economia linguistica.

CaratteristicheModifica

Il termine pianificazione linguistica è solitamente riferito al terzo mondo, il primo interessato dal fenomeno, che si può intendere quale strumento per la costituzione di lingue nazionali standardizzate come parte della modernizzazione e costruzione di una nazione. In realtà la pianificazione linguistica non è un fenomeno né particolarmente recente, né confinato al terzo mondo.

La pianificazione linguistica non è necessariamente riferita a popolazioni di livello nazionale. Il fenomeno è infatti verificabile in gruppi etnici, religiosi e occupazionali. Nel caso di comunità linguistiche divise da confini politici, la pianificazione può coinvolgere anche più di una nazione (a livello governativo e non governativo) oppure organismi e conferenze internazionali o regionali.

Un'organizzazione internazionale (residente negli Stati Uniti) che si occupa in modo considerevole di pianificazione linguistica per il mondo (specialmente se lingue non ancora scritte) è la SIL International.

La pianificazione linguistica può anche essere un fenomeno discendente da movimenti sociali o politici, come il movimento per la lingua non sessista negli Stati Uniti, di radici femministe, o il movimento N'Ko nell'Africa occidentale.

CategorieModifica

La pianificazione linguistica può essere divisa in tre categorie:

Pianificazione del corpusModifica

Per pianificazione del corpus linguistico s'intende l'intervento prescrittivo nel corpus di una lingua, ossia nel complesso delle sue forme espressive. Ciò si può ottenere creando parole o espressioni nuove, modificandone di vecchie o selezionando tra forme alternative. La pianificazione del corpus mira a sviluppare le risorse di una lingua in modo che essa divenga un mezzo appropriato di comunicazione per argomenti e forme di discorso moderne, dotato della terminologia richiesta per l'uso nel campo amministrativo, educativo, ecc. La pianificazione del corpus è spesso collegata alla standardizzazione di una lingua, che implica la predisposizione di un'ortografia, di una grammatica e di un dizionario di tipo normativo per la guida degli scrittori e dei parlanti di una comunità linguistica. Anche gli sforzi per il purismo linguistico e l'esclusione di parole straniere (il cosiddetto protezionismo linguistico) fanno parte della pianificazione del corpus, così come la riforma ortografica e l'introduzione di nuovi sistemi di scrittura (ad esempio quello della lingua turca). Per una lingua in precedenza non scritta, il primo passo nella pianificazione linguistica è lo sviluppo di un sistema di scrittura.

Pianificazione dello statusModifica

La pianificazione dello status linguistico si riferisce agli sforzi deliberati di allocare le funzioni delle lingue e delle alfabetizzazioni all'interno di una comunità linguistica. Essa implica scelte di status, che rendono una particolare lingua o varietà una "lingua ufficiale", "lingua nazionale", ecc. Spesso ciò comporta di elevare una lingua o dialetto al rango di varietà di prestigio, il che può avvenire a spese dei dialetti concorrenti. La pianificazione dello status è spesso parte integrante della creazione di un nuovo sistema di scrittura. Non a caso essa tende ad essere l'aspetto più controverso della pianificazione linguistica (vedi l'articolo su politica linguistica).

Pianificazione dell'acquisizioneModifica

La pianificazione dell'acquisizione linguistica riguarda l'insegnamento e l'apprendimento di lingue nazionali, seconde lingue o lingue straniere. Questo implica l'impegno ad incrementare il numero di persone che usano quella lingua, la sua distribuzione e la sua alfabetizzazione, ottenuti mediante la creazione di nuove opportunità e incentivi per l'apprendimento. Tali sforzi possono basarsi su politiche di assimilazione o pluralismo. La pianificazione dell'acquisizione è direttamente collegata alla diffusione linguistica. Mentre la pianificazione linguistica è normalmente di competenza dei governi nazionali, regionali o locali, organismi come il British Council, l'Alliance française, l'Instituto Cervantes, il Goethe-Institut, la Società Dante Alighieri, l'Instituto Camões e più recentemente il Confucius Institute sono anch'essi molto attivi a livello internazionale per promuovere l'istruzione nelle rispettive lingue.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica