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Il processo contro il partito Industriale è un procedimento giudiziario tenutosi tra il 25 novembre ed il 7 dicembre 1930 a Mosca diretto contro la fantomatica organizzazione del "partito Industriale" creata, secondo l'accusa, da capitali economici francesi con lo scopo di far fallire l'economia dell'URSS.

AntefattoModifica

Dopo la morte di Lenin (24 gennaio 1924) e le lotte per il potere Stalin era emerso come unico capo della repubblica sovietica. Nel 19271928,in seguito ad un grave errore economico – politico, Stalin aveva deciso di condurre una forzata collettivizzazione delle fattorie imponendo la consegna dei raccolti alla stato che avrebbe poi provveduto a ridistribuirli. Errori e corruzione fecero fallire questo irrealistico progetto causando una gravissima crisi economica, seguita poi dalla carestia. Subito si cercarono dei "colpevoli" da consegnare all'opinione pubblica.

Il processoModifica

L'allora Procuratore generale dell'URSS, Nikolai Krylenko, ricevette ordine di arrestare membri eccellenti del partito; gli arresti si concentrarono soprattutto tra economisti e collaboratori. Presto gli imputati, alcuni dei quali sicuramente spinti dal partito a confessare, parlarono d'un incredibile complotto pagato da ambienti capitalistici francesi per ingannare e così far fallire la politica economica della Russia. A quanto "risultò" migliaia di membri del partito comunista avevano sabotato la "corretta" politica stalinista. Il partito, dopo aver scatenato in piazza la folla, chiedendo a gran voce di giustiziare i colpevoli e diffondere i nomi dei traditori, lasciò cadere la storia riservandosi di mantenere segreti i nomi, in modo da minacciare i dissidenti fingendo appartenessero a quest'organizzazione.[senza fonte] In quei giorni si scoprirono altri fantomatici partiti che miravano a far crollare la rivoluzione. Il processo, rapidissimo, vide la confessione di quasi tutti e pene abbastanza morbide tanto che, in meno di dieci anni, quasi tutti vennero graziati e qualcuno persino promosso. A parere di tutti i commentatori questo processo fu una farsa ad uso propagandistico e giustificatorio verso gli errori di Stalin.[senza fonte]