Protezione selettiva

La protezione selettiva di un circuito elettrico consiste nella possibilità di sezionare (ovvero porre fuori servizio) l'area affetta da guasto senza disalimentare le altre aree funzionanti dell'impianto.[1]

Come prima cosa, negli impianti di tipo radiale, ci sono due tipi principalmente di selettività: quella amperometrica e quella cronometrica.

Fig. 1

Selettività amperometrica (differenziazione di correnti): si utilizza quando le correnti di cortocircuito sono molto diverse da loro.

Le protezioni vengono tarate scalarmente (come visibile in Fig. 1): quelle più a monte con correnti più elevate, mentre quelle più a valle con correnti inferiori, in modo da dare una certa "gerarchia" al sistema di protezione. Questa soluzione, sempre nell'esempio considerato in figura, permette di far intervenire la giusta protezione in funzione alla posizione del guasto, ovvero:

  • se il guasto avviene a valle di C interverrà la protezione in C lasciando il resto dell'impianto a monte libero di continuare a funzionare
  • se il guasto avviene a valle di B ma a monte di C interverrà la protezione in B lasciando il resto dell'impianto a monte libero di continuare a funzionare
  • se il guasto avviene a valle di A ma a monte di B interverrà la protezione in A, che nel nostro esempio è "alla sommità della gerarchia", sconnettendo la porzione di rete considerata
Fig. 2

Selettività cronometrica (differenziazione di tempi di intervento): si utilizza quando le correnti di cortocircuito sono simili tra loro.

Le protezioni vengono tarate scalarmente (come visibile in Fig. 2): quelle più a monte con un tempo di intervento più alto, mentre quelle più a valle con un tempo di intervento più breve, con lo stesso scopo della selettività amperometrica. Da notare che non bisogna tarare con troppo tempo di ritardo, altrimenti il guasto può fare danni prima di venire interrotto. In generale è preferibile non andare oltre un ritardo di 300 ms tra una protezione e quella successiva. Bisogna ricordarsi infine che anche gli organi di protezione hanno un tempo di ritardo intrinseco che non deve essere escluso dai calcoli. Questa soluzione, sempre nell'esempio considerato in figura, permette di far intervenire la giusta protezione in funzione alla posizione del guasto, ovvero:

  • se il guasto avviene a valle di C interverrà la protezione in C (in quanto è quella con il ritardo minore) lasciando il resto dell'impianto a monte libero di continuare a funzionare
  • se il guasto avviene a valle di B ma a monte di C interverrà la protezione in B (in quanto è quella con il ritardo minore, capace di intervenire in quel caso) lasciando il resto dell'impianto a monte libero di continuare a funzionare
  • se il guasto avviene a valle di A ma a monte di B interverrà la protezione in A (in quanto è quella con il ritardo minore, capace di intervenire in quel caso), che nel nostro esempio è "alla sommità della gerarchia", sconnettendo la porzione di rete considerata

In pratica serve a garantire lo scollegamento, in caso di sovraccarico o corto circuito, di un singolo carico o di una parte di un circuito elettrico con più carichi, in modo da isolare i guasti senza coinvolgere l'intero circuito elettrico o sistema, che continuerà a funzionare normalmente.

UsoModifica

Questa selettività risulta particolarmente utile nell'automazione industriale, dove le protezioni attive, oggi largamente usate nei sistemi industriali, abbattono subito la corrente d'uscita in caso di sovraccarico o dispersione, con il risultato che un solo carico difettoso nel sistema può causare il completo blocco di tutti gli altri; così come un guasto non identificato può fermare un intero sistema.

Attualmente con gli interruttori elettronici, che grazie ad una limitazione attiva della corrente reagiscono più velocemente al sovraccarico e al corto circuito, questi dispositivi escludono dal circuito il carico difettoso prima che l'alimentatore raggiunga il suo limite e smetta d'erogare corrente andando in autoprotezione.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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