Pugno

colpo sferrato con la mano chiusa
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Il pugno è un attacco fisico, consistente nel colpire il bersaglio con la mano chiusa.[1]

Video, al rallentatore, di un pugno sferrato all'addome di un uomo.

TecnicaModifica

Esistono molteplici tipi di pugno, e a seconda dell'arte marziale la tecnica può variare. Il "diretto" del pugilato è considerato generalmente quello più forte in termini di potenza esercitata[senza fonte]. Ogni praticante di arti marziali sa che senza guantoni può colpire senza pericolo solo parti "morbide" come lo stomaco[senza fonte].

SicurezzaModifica

Colpire qualcosa o qualcuno senza alcuna protezione può rivelarsi un'arma a doppio taglio per l'attaccante, che potrebbe fratturarsi la mano. È possibile condizionare le nocche al fine di indurirle, ma ciò non dovrebbe essere fatto senza supervisione.

Nello sportModifica

PugilatoModifica

Nella boxe, i pugni sono l'unico attacco consentito.[2] È permesso colpire l'avversario con la parte frontale del guantone ma non con il dorso, con il palmo e ruotando completamente il corpo prima di portare il colpo.[2]

 
Un pugile attacca il suo avversario con un diretto al volto.

Arti marzialiModifica

Nelle arti marziali, come alcuni stili di karate (tipo lo shotokan) dove il pugno deve essere controllato: qualora l'esecutore miri al viso, alla testa oppure al collo dell'avversario non deve avvenire il contatto con il bersaglio. È invece ammesso un leggero contatto con la zona addominale; l'eventuale pugno irregolare, così come altri colpi, comporta la squalifica dell'atleta.[3]

NoteModifica

  1. ^ Emanuela Audisio, Ray Boom Boom Mancini: "Il pugno che cambiò la boxe", su repubblica.it, 2 novembre 2015.
  2. ^ a b Claudio Ferretti e Augusto Frasca, Enciclopedia dello Sport - Le Garzantine, Garzanti Libri, 2008, p. 1670, ISBN 9788811505228.
  3. ^ Dario Torromeo e Franco Esposito, Dentro i secondi: Jimmy Ellis, Furino, Martini, Di Capua. Lo sport degli ultimi che diventano primi, Absolutely Free Editore, 2015, p. 332, ISBN 9788868580674.

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