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Pulvino (botanica)

In botanica, il pulvino (dal latino pulvīnus, ossia cuscino[1]), o pulvinulo, è un leggero ingrossamento alla base della foglia o del relativo picciolo di alcune specie che, per variazioni nel turgore cellulare, può provocare cambi di posizione o movimenti delle foglie.[2]

Consiste in un accumulo di tessuto parenchimatico corticale[3] e si compone con una struttura particolare: il pulvino è formato da un cilindro vascolare centrale, attorno al quale si trovano alcuni livelli di Collenchima ed una zona corticale motoria formata da due tipi di cellule[4]: estensori, che aumentano di dimensione come conseguenza dell'aumento del turgore durante l'apertura fogliare, e flessori, opposte alle precedenti, che aumentano di dimensione durante la chiusura fogliare[5]. I cambi di turgore cellulare sono il prodotto di cambiamenti nel potenziale osmotico delle cellule simili all'apertura e chiusura degli stomi. I movimenti nictinastici, ossia quelli che determinano il ripiegamento delle foglie durante la notte, sono regolati dalla luce rossa, dalla blu e dai ritmi circadiani.

NoteModifica

  1. ^ Pulvino in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  2. ^ (ES) 2.4. Pecíolo, Base foliar y estípulas, su biologia.edu.ar. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  3. ^ (ES) Wendy B. Zomlefer, Guías de las familias de plantas con flor, Editorial Ascribia, 1994, ISBN 84-200-1036-7.
  4. ^ (ES) Joaquín Azcón-Bieto y Manuel Talón, Fundamentos de Fisiologia Vegetal, Edicions Universitat de Barcelona, 2000, ISBN 84-486-0258-7.
  5. ^ (ES) Taiz Lincoln, Fisiología Vegetal, volumen 2, Publicacions de la Universitat Jaume I, 2006, p. 1338, ISBN 978-84-8021-601-2.

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