Apri il menu principale
Raid di Zeebrugge
parte della Operazioni navali nel Mare del Nord, prima guerra mondiale
Zeebrugge-Raid.jpg
I relitti dei due incrociatori inglesi affondati nel canale del porto
Data23 aprile 1918
LuogoPorto di Bruges (Zeebrugge in fiammingo)
EsitoIncerto
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Una flotta di 77 navi di vario genereGuarnigione del porto
Perdite
227 morti
356 feriti[1]
8 morti
16 feriti[2]
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

Il raid di Zeebrugge è stata una azione compiuta dalla Royal Navy britannica durante la prima guerra mondiale con l'obiettivo di bloccare l'accesso al porto di Bruges, che veniva largamente utilizzato dalla Kaiserliche Marine tedesca come base per gli U-Boot e il naviglio leggero, affondando nel canale di accesso alcune navi cariche di cemento.

PremesseModifica

 
Entrata del porto di Zeebrugge durante la prima guerra mondiale con le luci guida e i due fari (attualmente in disuso).

L'idea, sebbene presentata da John Jellicoe nel 1917, non venne appoggiata dall'Ammiragliato britannico fino alla presentazione di un progetto dettagliato da parte di Roger Keyes che prevedeva il blocco del porto. La forza di 75 navi doveva essere equipaggiata da volontari, e sbarcare un contingente di 200 Royal Marines che avevano il compito di ridurre al silenzio le difese del porto. Tutte le navi da sacrificare vennero spogliate di ogni oggetto utile, compresi gli alberi, e riempite di cemento. La preparazione avvenne a Chatham tranne che per le navi traghetto Iris e Daffodil ed i due sottomarini che vennero preparati a Portsmouth. Il vecchio incrociatore HMS Vindictive doveva appoggiare coi suoi cannoni l'attacco alle difese del porto ed arenarsi.

L'attaccoModifica

Dopo un primo tentativo abortito il 2 aprile, a causa del vento contrario che avrebbe disperso le indispensabili cortine nebbiogene, l'operazione venne condotta il 23 aprile, ma alcune cose non andarono come previsto. La HMS Vindictive si arenò troppo presto per appoggiare efficacemente i marines e il vento cambiò ancora disperdendo la nebbia artificiale e lasciando esposti gli incursori al fuoco delle batterie, con pesanti perdite inglesi. Una delle navi, la Thetis, affondò prima del necessario dopo l'urto contro una ostruzione lasciando alle altre due il compito di bloccare il canale; la Iphigenia e la Intrepid affondarono come previsto nel punto più stretto ma il blocco durò solo pochi giorni in quanto i tedeschi rimossero due moletti collocati su un lato del canale, liberando così un varco per gli U-Boot con l'alta marea.

NoteModifica

  1. ^ Kendall, The Zeebrugge Raid 1918, p. 11.
  2. ^ Karau, Wielding the Dagger, p. 210.
  3. ^ Kendall, The Zeebrugge Raid, p. 256.

BibliografiaModifica

  • Captain A. F. B. Carpenter, The Blocking of Zeebrugge, London, Herbert Jenkins, Ltd., 1922.
  • Mark D. Karau, "Wielding the Dagger": The MarineKorps Flandern and the German War Effort, 1914-1918, Westport, CT, Praeger Publishers, 2003, ISBN 0-313-32475-1.
  • Paul Kendall, The Zeebrugge Raid 1918: 'The Finest feat of Arms', Brimscombe Port, Spellmount, 2009, ISBN 978-0-7524-5332-3.
  • Barrie Pitt, Zeebrugge: Eleven VCs Before Breakfast, London, Cassell, 1958.
  • Prince, Stephen (2010); The Blocking of Zeebrugge – Operation Z-O 1918; Osprey Raid Series #7, Osprey Publishing; ISBN 9781846034534

Altre fontiModifica

  • Quotidiano The Deal, Walmer and Sandwich Mercury del 23 aprile 1964 e 30 aprile 1964.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh85149700