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Retroattività

legge applicabile ad un atto commesso in un periodo antecedente alla legge stessa

La retroattività è la capacità di un atto, in genere di natura normativa, di estendere la sua efficacia anche al tempo precedente a quello della sua emanazione o della sua entrata in vigore.

Indice

Casi in cui è ammissibileModifica

Al di fuori del campo sanzionatorio, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali non esclude radicalmente la possibilità di leggi che, operando retroattivamente, incidano su diritti già in precedenza accordati ovvero sull'andamento di giudizi in corso, ma soltanto quando sussistano esigenze di ordine pubblico o addirittura «motivi imperativi di interesse generale»[1].

Particolari ipotesi di retroattività, nell'ordinamento giuridico italiano, si verificano anche:

  • qualora un decreto legge non venga trasformato in legge dal parlamento, per modificare o annullare tutti gli effetti prodotti dal decreto legge in questione, giacché il decreto legge decade travolgendo ex tunc gli effetti giuridici prodotti;
  • qualora la Corte Costituzionale dichiari l'illegittimità costituzionale di una norma di legge, nella misura in cui i giudizi pendenti non siano già estinti per decorrenza di termini previsti come essenziali, oppure passati in giudicato.

Limitazioni in ambito penaleModifica

In ambito penale, la non-retroattività (o irretroattività) della legge postula che nessuno possa essere processato e condannato per fatti che non costituivano reato al momento in cui sono stati commessi. Se una legge penale introduce una nuova figura di reato, questa non può perciò essere applicata alle azioni precedenti la sua emanazione, poiché al momento in cui si sono svolti i fatti il reato non era previsto come tale. La non-retroattività della legge penale sottende il principio "nulla poena sine lege" (nessuna pena senza una legge che la preveda), in altra formulazione noto come "nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali" (nessun reato, nessuna pena senza previa legge penale).

Il principio di irretroattività della legge penale rappresenta tipicamente uno dei principi fondamentali degli ordinamenti giuridici occidentali[2]; parziali deroghe si riscontrano qualora, per il principio del favor rei, le nuove norme depenalizzino, mitighino o comunque correggano in senso favorevole al reo precedenti disposizioni; ciò rileva soprattutto quando le nuove norme non abroghino o sconfessino espressamente le precedenti e dunque nel silenzio delle nuove norme potrebbe leggersi un'eventuale ultrattività della norma precedente. Il principio "tempus regit actum", anch'esso talvolta invocato per connotare la dipendenza delle procedure dalla legge del tempo di riferimento, contiene il limite di non chiarire il punto dell'eventuale rischio di ultrattività.

NoteModifica

  1. ^ Lo ricordano le sentenze della Corte costituzionale n. 264 e n. 15 del 2012, n. 303, n. 238 e n. 93 del 2011, n. 317 e n. 311 del 2009, n. 362 e n. 172 del 2008. Sull'applicazione retroattiva dei criteri di liquidazione del danno ambientale per fatti verificatisi sotto il vigore della legge precedente, v. Corte Cass., Sez. III civile, 22 marzo 2011, n. 6551, sul sito www.lexambiente.it.
  2. ^ Ex Post Facto Clause - Guantanamo Prosecutions - D.C. Circuit Interprets Military Commissions Act of 2006 to Bar Retroactive Application of Material Support Prohibition - Hamdan v. United States, Harvard Law Review, Vol. 126, Issue 6 (April 2013), pp. 1683-1690.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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