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La ricevuta fiscale è un documento fiscale, rilasciato da determinate categorie di esercenti (commercianti e artigiani), che descrive dettagliatamente il bene venduto o la prestazione effettuata e il corrispettivo ricevuto[1]. Non contiene lo scorporo dell'IVA (cioè l'IVA è compresa) né i riferimenti del pagatore. Gli importi parziali (ovvero per singolo articolo/prestazione) devono essere obbligatoriamente presenti[2], oltre all'importo complessivo. I subtotali devono descrivere natura, qualità e quantità dei beni venduti e dei servizi prestati.

La ricevuta fiscale è rilasciata al posto dello scontrino fiscale, quando previsto dalle normative e quando il cliente non richieda esplicitamente la fattura. Come gli altri documenti analoghi, la ricevuta fiscale deve contenere alcuni elementi formali previsti dalle norme[3]: una ricevuta generica non è fiscalmente valida.

Non sempre la ricevuta fiscale è rilasciata a fronte del relativo pagamento, ad esempio:

  • nel caso di cessioni a titolo gratuito, campionatura o simili;
  • quando vi sono prestazioni continuative a cui segue una fattura riepilogativa;
  • se, per qualsiasi motivo, non si è potuto eseguire il pagamento da parte del cliente (in questo caso deve comparire la dicitura "non pagato" o "segue fattura" o simili).

Questo documento è generalmente compilato a mano in duplice copia, su prestampati dotati di numerazione progressiva e che devono riportare ovviamente tutti i riferimenti fiscali del soggetto emittente (impresa o ditta individuale). In alternativa la ricevuta può anche essere emessa da dispositivo cassa evoluto (quelli che, oltre che scontrini, stampano ricevute o fatture).

La legge permette all'esercente di scegliere tra emissione di scontrino o ricevuta o entrambi[2].

In alcuni contesti (ad esempio nelle transazioni e-commerce) il documento è detto ricevuta di acquisto.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica