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Ritratto di un dotto

dipinto di Giovanni Battista Moroni

Il Ritratto di un dotto, noto anche come Ritratto d'uomo con libro è un dipinto di Giovan Battista Moroni che si conserva agli Uffizi.

Ritratto di un dotto
Giovanni battista moroni, ritratto di un dotto, 1560 ca.jpg
AutoreGiovan Battista Moroni
Data1550-1553 circa
Tecnicaolio su tela
Dimensioni71×56 cm
UbicazioneGalleria degli Uffizi[1], Firenze

Indice

StoriaModifica

Presentato dentro una cornice barocca, intagliata e dorata a foglia d'oro zecchino, questo dipinto apparteneva ad un antiquario di Udine e nel 1660, per la somma di 110 piastre, fu acquistato dal cardinale Leopoldo de' Medici, alla cui morte, nel 1675, arrivò agli Uffizi.[2] Nel 1704 questo ritratto fu scelto per essere esposto nella Tribuna degli Uffizi.[3] Gerltrude Lendorff ha datato questo ritratto 1561-1565[4]; mentre nel catalogo della mostra del 1953, la datazione è stata spostata al 1550-1553[5].

DescrizioneModifica

L'uomo, forse un ecclesiastico, chiuso in un abito nero, è ripreso di tra quarti; ma la sua testa è lievemente girata verso un improvviso spettatore, in una espressione torva e sospettosa, come se sia stato improvvisamente disturbato mentre era concentrato nelle sue riflessioni. Chiuso è il libro, poggiato sopra una nuda balaustra di marmo variegato; ma uno dei lacci è slegato, come se l'uomo fosse prima immerso nella lettura. Moroni sperimentava pose complesse, che amplificavano la solidità, la concentrazione, la gravità del personaggio maschile rappresentato. L'uomo sembra essersi improvvisamente mosso da una posizione di attento riposo e con una leggera inclinazione in avanti sembra si appresti ad agire. La sua posa esprime un contrasto fra il tempo della riflessione e quello del movimento, fra il tempo del silenzio e quello della parola. Nessun simbolo o oggetto che possa caratterizzare quest'uomo, tranne quel libro, chiuso e muto, di cui non trapela né l'autore, né il titolo, neppure una riga.

EsposizioniModifica

  • I pittori della realtà in Lombardia, Milano, 1953[5]
  • Giovanni Battista Moroni, Bergamo, 1979

NoteModifica

  1. ^ Esposto nella Sala 34. Inventario numero 933.
  2. ^ Nell'inventario dei beni di Leopoldo de' Medici (c. 66, n. 192) era attribuito al Moroni. Negli inventari degli Uffizi degli anni 1704, 1753, 1769 e 1784 il dipinto era invece attribuito al Morazzone. L'attribuzione fu rettificata nell'inventario degli Uffizi del 1825, in cui il dipinto fu restituito al Moroni.
  3. ^ Gallerie degli Uffizi,  p. 388.
  4. ^ Lendorff.
  5. ^ a b Cipriani-Testori,  n. 4.

BibliografiaModifica

  • Gerltrude Lendorff, Giovanni Battista Moroni, il ritrattista bergamasco, Bergamo, Edizioni orobiche, 1939, SBN IT\ICCU\LO1\0914091. Edizione tradotta dal tedesco.
  • Renata Cipriani, Giovanni Testori (a cura di), I pittori della realta in Lombardia: Milano, Palazzo Reale, aprile-luglio 1953, Milano, A. Pizzi, 1953, SBN IT\ICCU\RAV\0024304. Mostra organizzata sotto il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione dall'Ente manifestazioni milanesi presentazione di Roberto Longhi.
  • Gallerie degli Uffizi, Gli Uffizi: Catalogo generale, Firenze, Centro Di, 1980 [1979], SBN IT\ICCU\RAV\0060995.
  • Annalisa Zanni, Andrea Di Lorenzo (a cura di), Giovanni Battista Moroni: il Cavaliere in nero : l'immagine del gentiluomo nel Cinquecento, Milano, Skira, 2005, SBN IT\ICCU\UBO\2859604.
  • (EN) Simone Facchinetti, Arturo Galansino (a cura di), Giovanni Battista Moroni, London, Royal Academy of Arts, 2014, SBN IT\ICCU\LO1\1543358.
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