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Montefalco Sagrantino
Dettagli
StatoItalia Italia
Resa (uva/ettaro)80 q
Resa massima dell'uva65,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
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Titolo alcolometrico
minimo del vino
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Estratto secco
netto minimo
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Riconoscimento
TipoDOCG
Istituito con
decreto del
30/10/1979  
Gazzetta Ufficiale del19/04/1980,
n 160
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Vino simbolo di Montefalco e dei colli limitrofi, il Montefalco Sagrantino o Sagrantino di Montefalco è un vino DOCG che rappresenta l’essenza di questo territorio, delle genti che le lavorano e delle loro tradizioni più antiche. Realizzato al 100% con l’uva che gli dà il nome, si caratterizza per complessità, potenza e longevità. Il Montefalco Sagrantino DOCG può essere prodotto solo nei comuni di Montefalco per intero, e parte di quelli di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia. Il disciplinare prevede la produzione di Sagrantino di Montefalco secco e passito. Il Montefalco Sagrantino ottiene il riconoscimento della DOC il 30 ottobre 1979 e il 5 Novembre 1992 quello della DOCG. Dal 1981 i vini di Montefalco (Montefalco Rosso, Montefalco Rosso Riserva, Montefalco Bianco, Montefalco Sagrantino) sono tutelati dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.

Uvaggi

100% Sagrantino

Montefalco Sagrantino Passito Docg

Dall’omonima uva Sagrantino si ottiene anche il tradizionale passito. I grappoli vengono scelti accuratamente e messi a passire su graticci per almeno 2 mesi. Quindi si vinifica fermentando il mosto con le bucce. Si ottiene così un vino passito molto particolare perché, pur essendo un vino dolce, rimane asciutto grazie al suo patrimonio tannico.

Gastronomia

Vino da meditazione, si accompagna a formaggi stagionati o dolci secchi con cioccolato fondente e frutta secca. Temperatura di servizio

12° C.

(fonte: Consorzio Tutela Vini Montefalco)


Cenni storiciModifica

Il vitigno Sagrantino dimora nel territorio di Montefalco da tempo immemore, tanto che la coltivazione si fa risalire ai primi frati francescani che lo utilizzavano, come si evince dal nome, per i “sacramenti”. E’ dunque una varietà autoctona della zona. La viticoltura e la produzione di vino hanno antichi e gloriosi trascorsi intorno a Montefalco: se già nel 1088 si scriveva di terre piantate a vigna, risalgono al Duecento numerosi documenti che testimoniano la cura costante che i vignaioli dedicavano alla viticoltura, perfino nel centro urbano e negli orti, a disegnare un assetto agrario originale, testimoniato ancora oggi da un incredibile circuito di viti storiche. Dalla prima metà del Trecento le leggi comunali iniziano a tutelare vite e vino, dedicandogli interi capitoli e rubriche di statuti comunali. Nel 1451 il noto pittore fiorentino Benozzo Gozzoli, chiamato dai francescani ad affrescare l’abside della loro chiesa, alludeva forse al Sagrantino dipingendo la bottiglia di vino rosso sulla mensa del cavaliere da Celano, negli affreschi dedicati alla vita di San Francesco. Data importantissima è il 1549, anno a cui risale il primo documento ritrovato che parla espressamente di Sagrantino (ordine di mosto di Sagrantino da parte dell’ebreo Guglielmo, mercante di Trevi, e di sua moglie Stella). Nel 1622 il cardinale Boncompagni, legato di Perugia, inasprì severamente le sanzioni stabilite dallo statuto comunale, prevedendo persino “la pena della forca se alcuna persona tagliasse la vite d’uva”. Nell’Ottocento il Calandri, nel suo “Saggio geografico, storico, statistico del territorio Pontificio” cita Montefalco “al vertice dello Stato per i suoi vini”. In quel periodo iniziano ad arrivare importanti riconoscimenti al Sagrantino, vitigno vocato dalla scarsa produttività. Durante l’Esposizione Umbra del 1899, il Sagrantino ottenne un riconoscimento ufficiale, come vino “da dessert o da pasto superiore”. Un interessante scritto di S. Martini, datato 1908, parla di un sacerdote di nome Tiburzi che sembra sia stato il padre della viticoltura moderna e specializzata a Montefalco agli inizi dell’800; epoca in cui si dette grande impulso al rinnovamento dei vigneti, a garanzia di una migliore produzione enologica. Nel 1915, il Franzi si riallaccia alla storia più remota del Sagrantino, confermando come “sia stato selezionato in loco nel chiuso degli orti conventuali dai primi seguaci di San Francesco, e poi diffuso nei territori circostanti”. Nel 1925, alla Mostra Enologica dell’Umbria, la cittadina veniva definita centro vinicolo più importante della regione (“Montefalco occupa il primo posto nella cultura del vigneto specializzato”). Dai documenti si evince anche la complessità enologica del territorio e i diversi vini che venivano prodotti all’epoca, tanto bianchi che rossi, compreso ovviamente il Sagrantino, sia nella versione abboccata che secca. Come per molte altri grandi perle dell’enologia internazionale, infatti, anche la storia più remota del Sagrantino è legata alla produzione di vini dolci. E’ tuttavia la versione “secca”, più recente, ad aver consacrato questo vino sulla scena dei grandi rossi. Grazie a questo nuovo corso che il Sagrantino ha avviato la sua storia contemporanea, ottenendo il riconoscimento della DOC nel 1979 e della DOCG nel 1992. Una storia in divenire, eppure sempre più chiara, consapevole e matura, capace di evidenziare diverse declinazioni stilistiche nel solco di un tratto inconfondibile fatto di intensità, potenza e straordinaria longevità. Quasi scomparso dai vigneti umbri negli anni Sessanta, il Sagrantino è stato recuperato grazie all’impegno ed al coraggio di alcuni vignaioli, ottenendo così nel 1979 il riconoscimento della DOC, seguita nel 1992 dalla DOCG.

CARATTERISTICHE TERRITORIALI E CLIMATICHE

I terreni dell’areale produttivo di Montefalco, con le ovvie variazioni sul tema, sono di chiara matrice argilloso - calcarea, a volte più profondi e a volte più leggeri, con presenza di scheletro in genere contenuta. La fascia altimetrica di coltivazione oscilla dai 220 ai 472 metri dei rilievi collinari più elevati, mentre la pendenza degli appezzamenti vitati e l’esposizione generale è variabile, tanto da creare un ampio ventaglio di microclimi e condizioni di coltivazione. L’ areale di produzione è caratterizzato, dal punto di vista pedologico, da 4 sottozone: 1) Conglomerati fluvio – lacustri: sabbie gialle con livelli di conglomerati talvolta cementati (Plio - Pleistocene). Se ne hanno notevoli affioramenti tutt’attorno a Montefalco e cioè a S. Clemente, Camiano, Turrita, Cerrete, Pietrauta, il Vallo, S. Quirico.

2) Argille e sabbie lacustri (Plio - Pleistocene): si incontrano sotto Limigiano, a sud - ovest di Bevagna, a Bastardo, Cantinone e a sud di Turrita, fino a Torregrosso.

3) Alluvioni: alluvioni attuali, recenti e del terrazzo più basso, prevalentemente sabbio - ciottolose (Olocene), che coincidono con le superfici di pianura con un’estensione (in senso trasversale) da poche centinaia di metri a qualche chilometro (come a Cantalupo, Bevagna, La Bruna), e depositi più antichi dei terrazzi sopraelevati da 5 a 50 metri circa, sull'alveo attuale (Pleistocene) come a sud - ovest di Montefalco (Madonna della Stella).

4) Marne: vaste aree presentano affioramenti di rocce di età miocenica; si evidenziano arenarie giallastre e marne siltose grigiastre, solitamente in regolare alternanza, tipiche della formazione marnoso – arenacea (del Tortoniano - Langhiano), ed altri litotipi similari (Bisciaro). Vi sono anche arenarie riferibili alla formazione del Macigno (Langhiano - Oligocene), livelli e lenti, di variabile estensione e potenza, argille siltose grigiastre, marne (tipo Scisti policromi), calcari, calcareniti e calciruditi (tipo Nummulitico).

Il clima mostra caratteri sostanzialmente mediterranei – sub continentali, con estati calde ma non afose ed inverni abbastanza freddi, discretamente piovosi. Le temperature medie estive si aggirano tra i 18 - 23°C e quelle invernali tra i 4-6°C; le precipitazioni annue medie sono comprese fra 750 e 1300 millimetri, con minimo estivo e massimo autunnale.

PRINCIPALI CARATTERI AMPELOGRAFICI

Apice

Dal germoglio a ventaglio, cotonoso, di colore verde biancastro con orli carminati Foglia

Media, orbicolare, trilobata e raramente quinquelobata. Seno peziolare ad U chiuso con bordi sovrapposti, seni laterali superiori a lira chiusi o a V semichiusi, quelli inferiori se presenti a V aperti. Lembo ondulato con lobi revoluti. Grappolo

Medio o piccolo, cilindro o cilindro-conico, alato, semi-spargolo. Acino

Medio, sferoidale, buccia da mediamente spessa a spessa, da mediamente a molto pruinosa, colore dell’epidermide nero.

Fenologia

Epoca di germogliamento: media Epoca d’invaiatura: media Epoca di fioritura: precoce Epoca di maturazione: tardiva Isoenzimi GPI 2 e PGM 4

Agronomia

Portamento vegetazione: semieretto Vigoria: medio-bassa Peso medio del grappolo: 150-200 gr. Fertilità delle gemme: solitamente 1 o 2

Esigenze

Predilige sistemi di allevamento di media espansione, con potatura medio-lunga. Terreni di medio impasto, siliceo-argillosi, produzione irregolare.

Fisiologia

Elevata resistenza a freddi invernali o primaverili, media tolleranza allo iodio ed al marciume, scarsa alla peronospora in particolare sulle foglie.

Disciplinare del Sagrantino di MontefalcoModifica

Il disciplinare ufficiale è scaricabile sul sito del Consorzio Tutela Vini Montefalco al link https://www.consorziomontefalco.it/vini/montefalco-sagrantino-docg

Caratteristiche organoletticheModifica

 
Il vitigno Sagrantino
  • colore: rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento.
  • odore: delicato caratteristico che ricorda quello delle more di rovo.
  • sapore: asciutto, armonico.

Abbinamenti consigliatiModifica

Formaggi stagionati, carni alla griglia, stufate e brasate, cacciagione nobile.

RICETTE CONSIGLIATE

https://www.consorziomontefalco.it/category/ricette

Anteprima SagrantinoModifica

La nuova annata di Montefalco Sagrantino secco e passito viene presentata alla stampa nazionale ed internazionale di settore in occasione di “Anteprima Sagrantino”, evento promosso ed organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco con l’obiettivo di illustrare alla stampa le caratteristiche dell’annata che sta per essere messa in commercio.

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