Salvatore Valerio

partigiano italiano

Salvatore Valerio (Napoli, 1907San Severino Marche, 24 marzo 1944) è stato un partigiano italiano e capitano di complemento dell'Esercito, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

BiografiaModifica

Richiamato alle armi, l'8 settembre 1943 Salvatore Valerio si trovava a Chiavari col grado di capitano del 15º Reggimento del Genio. All'annuncio dell'armistizio raggiunse la famiglia nelle Marche e, poco dopo, si unì alle formazioni partigiane che si erano costituite nella zona. Entrato in una Brigata Garibaldi, operante sui monti di Stigliano e Valdiola, lungo la vallata del Fiume Potenza nella zona di San Severino Marche, a Valerio fu presto affidato il comando di un distaccamento del Battaglione Mario, alla cui testa prese parte a numerose azioni contro le truppe tedesche. Durante un rastrellamento, Salvatore Valerio si offrì volontario per rafforzare, con un gruppo di compagni, una posizione di difesa presa particolarmente di mira dai tedeschi. Infiltratosi nelle file del nemico, Valerio sostenne valorosamente lo scontro sino a che non esaurì le munizioni. Di fronte ai tedeschi, invece di arrendersi, lanciò contro di loro l'arma ormai inutilizzabile e cadde colpito a morte.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«In lunghi mesi di aspra guerriglia adempiva con zelo ogni missione, affrontando coraggiosamente ogni contatto col nemico. Durante una violenta azione tedesca di rastrellamento, si offriva volontario per rinforzare con un gruppo di audaci il punto debole dello schieramento partigiano, su cui il nemico esercitava la maggiore pressione. Con coraggio e decisione passò al contrattacco riuscendo ad infiltrarsi nelle file dell’avversario rimasto sorpreso da tanto ardimento e da tanta audacia. Serrato da più parti, resistette valorosamente, finché, colpito a morte, lanciava la propria arma ormai inerte in faccia ai tedeschi accorsi per catturano ed esalava l’ultimo respiro gridando Viva l’Italia»
— Valdiola (San Severino Marche), 24 marzo 1944.[1].

NoteModifica

  1. ^ Dettaglio decorato, quirinale.it. URL consultato il 27 luglio 2014..

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