Schatz-Walzer (Valzer del tesoro) op. 418, è un valzer di Johann Strauss (figlio).

Jókai Mór. Dal suo romanzo Saffi fu tratto il libretto per l'operetta Der Zigeunerbaron.

Fin dai primi anni del 1880 Johann Strauss, che già aveva a suo carico una dozzina di operette, incluse le versioni francesi di Indigo und die vierzig rauber e Die Fledermaus, si sentì pronto e sicuro per addentrarsi nel mondo dell'arte lirica che Strauss aveva sempre guardato con grande ammirazione.

Strauss decise di comporre un'opera con ambientazione ungherese su una giovane zingara, basata sul romanzo Saffi dello scrittore e combattente per l'indipendenza ungherese Jókai Mór (1825-1904). L'autore declinò ogni tentativo di Strauss a scrivere il libretto dell'opera, ma comunque affidò il lavoro ad un altro ungherese, il librettista Ignatz Schnitzer (1839-1921). Il compositore e il librettista lavorarono insieme per due anni e quando l'opera fu finalmente terminata le venne dato il titolo Der Zigeunerbaron (Lo zingaro Barone).

Sebbene inizialmente il lavoro venne immaginato come un'opera per l'Hof-Operntheater, a causa di diversi ostacoli incontrati nel rappresentare Der Zigeunerbaron come opera, il lavoro venne poi ripresentato come operetta e, dopo una disputa sulla gestione dell'operetta fra l'Hof-Operntheater ed il Theater an der Wien, Der Zigeunerbaron ricevette la sua prima trionfante il 24 ottobre 1885 (la vigilia del sessantesimo compleanno del compositore).

Una delle arie di maggiore bellezza dell'operetta è quella che viene cantata da Sándor Barinkay, il giovane esiliato e poi ritornato nella sua casa natale in Ungheria, quando finalmente ritrova il tesoro nascosto molti anni prima dal padre. Insieme a Saffi e Czipra, Barinkay canta il valzer dall'atto 2° Ha, winkt di es di seht, es blinkt es klingt. La melodia in questione rappresenta la parte principale del valzer che Johann Strauss rielaborò sulle melodie della sua operetta e che intitolò Schatz-walzer (valzer del tesoro).

Il compositore stesso diresse per la prima volta in pubblico il suo valzer il 22 novembre 1885 durante un concerto di suo fratello Eduard Strauss nel Musikverein di Vienna. Circa una settimana prima, in maniera ironica, Strauss scrisse al librettista Schnitzer:

« Le chiedo di contattare al più presto Kalbeck e Dömpke (entrambi giornalisti) e di far dimenticare loro il concerto di domenica al Musikverein. I due gentiluomini si annoierebbero mortalmente; certo il mio contributo sarà minimo per ritenere che la colpa della loro reazione sarà tutta mia. Se suonassi ancora il violino potrei mostrare a lor signori come un valzer va veramente suonato! Ma pretendere di suonare un buon valzer con una bacchetta in mano è una cosa da matti! »

(Johann Strauss)

valzer 1


 \relative c' {
  \new PianoStaff <<
   \new Staff { \key a \minor \time 6/8 
    \tempo \markup {
     \column {
      \line { Mässig langsam. }
     }
    }
    r1 r8 r4 <c e c'>8-^ g'8. f16 e8 e8. d16 c8 c4( d8 e4) <c e c'>8-^ g'8. f16 e8 e8. d16 c8 d4( e8 f4)
   }
   \new Staff { \key a \minor \time 6/8 \clef bass
    <<
      { s8 s s s s s s s s s s s s s s c8.[ g16 e8] e4( g8 c4) s8 s s s c8.[ g16 e8] f4( a8 d4) }
    \\
      { g,8\p[ r g] g[ r g] g[ r g] g r r <c,, g' e'>8[ \arpeggio r <c' g' c>] c4. c4.~ c4 r8 <c, g' e'>8[ \arpeggio r <c' g' c>] c4. c4. r4 }
    >>
      }
  >>
 }