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Servus servorum Dei, in italiano "servo dei servi di Dio", è uno dei titoli propri del Papa, introdotto da papa Gregorio I a seguito dell'assunzione nel 587/88 da parte di Giovanni IV Nesteutés patriarca di Costantinopoli dell'attributo di ''ecumenico'', con l'appoggio dell'imperatore Maurizio, mantenuto poi nonostante le proteste papali.

Indica la superiorità, ma allo stesso tempo l'umiltà del Pontefice davanti a Dio. "Servo di Dio" è, nell'Antico Testamento, l'appellativo dei profeti: "Parla, Signore, il Tuo servo ti ascolta" (1Sam 3, 9-10).

Sant'Agostino aveva anticipato l'attribuzione di questo titolo a sua madre, santa Monica, più di un secolo prima quando, nelle sue Confessioni, la chiama la "serva servorum tuorum", cioè, "la serva dei tuoi servi", intendendo dire i servi di Dio (Conf. 9,9,22).

Nei VangeliModifica

Prima di giungere a Cafarnao, luogo di un precedente esorcismo, il Signore rivela che il Figlio dell'uomo sarebbe stato ucciso e risorto dopo tre giorni.

Il Vangelo secondo Marco, riferendosi al suo esempio e al sommo sacrificio per il genere umano nella morte di croce, insegna ai Dodici: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti», e ad accogliere i bambini nel Suo nome[1].

NoteModifica

  1. ^ Vangelo secondo Marco, capitolo 9, vv. 30-37, su maranatha.it (archiviato il 26 Gennaio 2001).

Collegamenti esterniModifica