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Sinfonie di strumenti a fiato
CompositoreIgor' Stravinskij
Epoca di composizione1920-1921
Prima esecuzione10 giugno 1921
DedicaClaude Debussy
Durata media9 min.
Organicoorchestra di strumenti a fiato
Movimenti
Due melodie popolari russe, Pastorale, Danza selvaggia, Corale

Sinfonie di strumenti a fiato (titolo originale Symphonies d'instruments à vent) è una composizione di Igor' Fëdorovič Stravinskij scritta tra il 1920 e il 1921 a Garches; questo lavoro si può considerare come un'opera di transizione fra il periodo russo e quello neoclassico essendo presenti in essa elementi appartenenti al linguaggio musicale di entrambi i periodi. Stravinskij chiamò questa composizione volutamente Sinfonie per indicare che gruppi di strumenti omogenei suonano insieme, riallacciandosi all'uso che nel periodo rinascimentale si faceva del termine sinfonia[1].

StoriaModifica

Dedicate a Claude Debussy le Sinfonie videro la luce quando La Revue Musicale chiese a Stravinskij un lavoro in memoria del compositore morto nel 1918; l'intento era quello di dedicare un numero della rivista al ricordo di Debussy includendovi brani musicali scritti appositamente da contemporanei. Stravinskij scrisse inizialmente un Corale per questa occasione, brano che venne pubblicato in una riduzione per pianoforte; lo stesso pezzo, unito a materiale musicale scritto in precedenza e rielaborato, divenne il movimento conclusivo delle Sinfonie[2]. La prima esecuzione avvenne a Londra alla Queen's Hall il 10 giugno 1921 con la direzione di Sergej Kusevickij. L'opera fu un insuccesso; il pubblico, memore della musica rivoluzionaria de La Sagra della Primavera, non capì e non apprezzò il carattere intimista e austero delle Sinfonie. Stravinskij revisionò in seguito il lavoro e ne diede una nuova versione nel 1947.

AnalisiModifica

Nonostante la dedica a Debussy, le Sinfonie sono ben lontane dal mondo musicale del compositore francese. L'opera si articola in tre movimenti senza soluzione di continuità e si conclude con il Corale che riprende le prime battute iniziali. L'uso esclusivo dei fiati in un discorso musicale aspro, dove i timbri non vengono addolciti dal suono degli archi, dà a questo lavoro un aspetto ieratico, quasi allucinato. Litanie e melodie pastorali russe si alternano a dure sonorità dominate a volte da un ritmo incalzante, per certi versi vicino alla Danse sacrale de La sagra della primavera[3], a volte interrotte da ampie pause che riportano alla liturgia russa così cara a Stravinskij. In effetti questo lavoro riflette già molti aspetti della religiosità del compositore, preannunciando opere più importanti come l'Oedipus Rex e la Sinfonia di Salmi.

OrganicoModifica

Tre flauti, un flauto contralto, due oboi, un corno inglese, due clarinetti, tre fagotti, quattro corni, tre trombe, tre tromboni, un basso tuba.

NoteModifica

  1. ^ Roman Vlad, Strawinsky, Torino, Einaudi, 1958.
  2. ^ Igor Stravinskij, Chroniques de ma vie, Parigi, Editions Danoel, 1935.
  3. ^ Robert Siohan, Stravinsky, Parigi, Editions du Seuil, 1959.

Collegamenti esterniModifica