Codice (filologia): differenze tra le versioni

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I più antichi codici conservati sono [[Antico Egitto|egiziani]] e risalgono al [[I secolo]] d.C.
 
Il successo dell'uso del codice si giustificò sia per la grande disponibilità della materia prima sia per la sua destinazione, che ricevette un grande impulso dalla Chiesa non solo per l'uso didattico ma anche per la facilità di lettura e di scrittura e per la rottura con la tradizione [[pagana]], legata ancora al ''volumen''.<ref>''{{Cita libro|titolo=Le muse'',. DeEnciclopedia Agostini,di Novara,tutte le arti|anno=1965, Vol. III, pag.|editore=De Agostini|città=Novara|p=346|volume=3}}</ref>
 
In alcuni casi i codici hanno, oltre a un'importanza storica derivata dall'epoca in cui sono stati stesi, anche una notevole importanza artistica; ne esistono infatti alcuni [[miniatura|miniati]] con scritte in [[oro]] risalenti all'[[Bizantini|età bizantina]], [[carolingi]]a, [[Arte romanica|romanica]] e [[gotico|gotica]].
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