Differenze tra le versioni di "La TV delle ragazze"

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Il programma non prevedeva una conduzione, bensì, sulla falsariga di ''[[Non stop (programma televisivo)|Non stop]]'', era una sequenza di sketch comici, nei quali si alternavano le varie componenti del cast.
 
Per la prima serie le autrici immaginarono un canale al femminile (''La TV delle ragazze'' per l'appunto) che, nell'ora scarsa ''democraticamente'' messa a disposizione da [[Raitre]], introdotto dalla voce di [[Tina Lattanzi]] (nei panni di [[Greta Garbo]], di cui fu la doppiatrice italiana ufficiale) trasmetteva la parodia di un intero palinsesto televisivo: dalla TV del mattino alleagli fintespot pubblicitàpubblicitari, dal segnale orario al talk show di mezzogiorno, dal varietà del sabato sera ai programmi a sfondo erotico di seconda serata, dal rotocalco culturale alle rubriche musicali, dai programmi della TV-verità (all'epoca appena esplosi) alle telenovelas pomeridiane, dal telegiornale (con una parodia dell'allora astro nascente dell'informazione TV [[Lilli Gruber]], ad opera di [[Alessandra Casella]]) fino ai collegamenti via satellite con l'estero. Per la prima e ad oggi unica volta in Italia un programma veniva interamente prodotto, gestito, messo in scena e recitato da mani e volti esclusivamente femminili, ad eccezione di [[Francesco Vairano]], unico uomo componente del cast, relegato però a fare solamente il ''[[signorine buonasera|signorino buonasera]]'' all'apertura delle puntate.
 
Nella seconda serie, ambientata in un condominio palesemente fittizio che ricordava più una [[casa delle bambole]] che una vera e propria abitazione, le protagoniste davano vita ad una sequenza di ''piccoli quadretti'', con imitazioni parodistiche di personaggi famosi e situazioni comiche varie, il tutto inframmezzato da spot pubblicitari fasulli o caricaturali delle più note propagande televisive dell'epoca. Nella seconda edizione fu introdotto anche un esordiente [[Giorgio Tirabassi]], unica presenza maschile del programma, assieme al già citato Vairano, confermato nel ruolo di ''annunciatore''.
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