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Rossini abbandonò la composizione di opere liriche dopo il successo ottenuto con la sua ultima composizione per il teatro, il ''[[Guglielmo Tell (opera)|Guglielmo Tell]]'' ([[1829]]). Da allora, quando aveva trentasette anni, si dedicò ugualmente alla composizione dedicandosi però alla [[musica da camera]] e [[musica sacra|sacra]] senza pubblicare alcun lavoro eppur lasciando capolavori specialmente in àmbito sacro.
 
Di questi, due sono considerati tra i migliori capolavori della musica del [[XIX secolo]]: lo ''[[Stabat Mater (Rossini)|Stabat Mater]]'', composto tra il [[1831]] e il [[1841]], e la ''Petite messe solennelle'', composta nel [[1863]], cinque anni prima della sua morte ed "ultimo dei ''[[Péchés de vieillesse|Peccati di vecchiaia]]''", come il compositore amava definire i suoi lavori di età senile.
 
Capolavoro nuovo, quasi azzardato per anni in cui imperava il [[romanticismo]], con la sua [[melodia]], che solo in seguito sarà valutata come capolavoro rossiniano: esso anticipa i tempi della musica moderna dando nuovi indirizzi estetici e forme avveniristiche che si svilupperanno ben oltre la metà dell'Ottocento per giungere agli inizi del [[XX secolo|Novecento]].
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