Differenze tra le versioni di "Ammaraggio"

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Nei voli commerciali (di linea e charter) l'eventualità di un ammaraggio è estremamente remota. La [[Federal Aviation Administration|FAA]], ente di certificazione Statunitense, non richiede neanche che i piloti di linea siano addestrati ad un ammaraggio, regolando invece la distanza massima (in termini di ore di volo) che deve esserci tra un aereo in volo ed un aeroporto idoneo all'atterraggio.<ref name="Brus" /> Ciò nonostante, quasi tutti gli aerei commerciali sono equipaggiati con salvagenti e zattere di salvataggio per l'ipotesi di un ammaraggio, e le modalità di utilizzo di questi apparati sono quotidianamente illustrate ai passeggeri prima di ogni volo. Mentre ci sono stati alcuni ammaraggi coronati da 'successo' (con superstiti) da parte di aerei relativamente piccoli e ad elica, si discute ancora sulla utilità di dette previsioni. Alcuni aerei, come quelli costruiti dalla [[Airbus]], prevedono degli accorgimenti tecnici pensati per un eventuale ammaraggio di emergenza. Nella cabina di pilotaggio è presente l'interruttore "''ditching''" che chiude tutte le valvole e le aperture poste al di sotto della linea di galleggiamento dell'aeromobile al fine di rallentare l'ingresso dell'acqua nella fusoliera.
 
Nel dicembre 2002 ''[[The Economist]]'' ha citato un esperto secondo il quale "nessun grande aereo di linea ha mai effettuato un atterraggio di emergenza sull'acqua" in un articolo che si spinge a sostenere che "i salvagente ... non hanno altro scopo se non quello di far star tranquilli i passeggeri".<ref>{{Cita pubblicazione |autore=Unidentified |anno=2002 |mese=dicembre|titolo=Help! There's nobody in the cockpit |rivista=[[The Economist]] |url=httphttps://economist.com/science/displayStory.cfm?story_id=1487553 |accesso=26 giugno 2006}}</ref><ref>{{Cita web |cognome=Smith |nome=Patrick |anno=2003 |url=http://dir.salon.com/story/tech/feature/2003/01/13/askthepilot24/index1.html |titolo=Ask the pilot #24: Can we stop bombs in our baggage? |sito=[[Salon.com]] |accesso=28 giugno 2006 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20060616000040/http://dir.salon.com/story/tech/feature/2003/01/13/askthepilot24/index1.html |dataarchivio=16 giugno 2006 }}</ref>
 
Esempi di ammaraggi con superstiti:
*Il 15 gennaio 2009, il [[volo US Airways 1549]] (un [[Airbus A320]]) con destinazione [[Charlotte (Carolina del Nord)|Charlotte]] è ammarato sul fiume [[Hudson]] al largo di [[Manhattan]] tutti i 150 passeggeri e i 5 membri dell'equipaggio sono sopravvissuti. Durante il decollo, avvenuto poco prima dall'aeroporto [[Aeroporto Fiorello LaGuardia|LaGuardia]] di [[New York]], a causa dell'impatto con uno stormo di oche, c'è stata un'avaria ad entrambi i motori e in pochi istanti il comandante ha dovuto prendere la difficile decisione di eseguire un atterraggio di emergenza sul fiume. Data la vicinanza alla città le operazioni di soccorso sono state tempestive e i passeggeri sono stati messi in salvo.
*Il 6 agosto 2005, il volo [[Volo Tuninter 1153]] (un [[ATR 72]]) è ammarato a nord della costa [[sicilia]]na dopo aver esaurito il carburante. Delle 39 persone a bordo, 20 sono sopravvissute. L'aereo si ruppe in tre tronconi principali.
*Nel 2002, il volo [[Garuda Indonesia]] 421 (un [[Boeing 737]]) è ammarato nel fiume [[Bengawan Solo]] vicino [[Yogyakarta]], isola di [[Giava]] dopo lo spegnimento di entrambi i motori in condizioni meteorologiche particolarmente avverse (pioggia forte e grandine). I piloti provarono a riaccendere i motori più volte prima di decidere di ammarare. Su sessanta persone a bordo, solo un'assistente di volo rimase uccisa.<ref>{{Cita web|url=httphttps://www.ntsb.gov/Recs/letters/2005/A05_19_20.pdf |titolo=NTSB Safety Recommendation |autore=Mark V. Rosenker}}</ref> Le fotografie scattate immediatamente dopo l'evacuazione dell'aereo mostrano che lo stesso si è fermato in acqua alta non più di un metro.<ref>[http://www.airdisaster.com/photos/ga421/photo.shtml Garuda Indonesia Fl421] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20071012145056/http://www.airdisaster.com/photos/ga421/photo.shtml |data=12 ottobre 2007 }} at ''AirDisaster.com'' retrieved 2 November 2007.</ref>
*Nel 1996, il [[volo Ethiopian Airlines 961]] (un [[Boeing 767|Boeing 767-200ER]]) è ammarato a circa 500 metri dalla riva dopo essere stato dirottato ed aver esaurito il carburante. Impossibilitato, a causa dello spegnimento di tutti i motori, ad utilizzare i flap, ha toccato l'acqua ad alta velocità, toccando la superficie prima con l'estremità alare sinistra, ribaltandosi e rompendosi in più tronconi. All'esito dell'incidente sembra aver contribuito la lotta tra l'equipaggio e i terrorizzati dirottatori sviluppatasi pochi secondi prima dell'impatto, che è stata all'origine del rollio dell'aereo verso sinistra e del successivo catastrofico ammaraggio, Delle 175 persone a bordo, solo 52 sopravvissero. Molti passeggeri annegarono nella cabina dopo essere rimasti intrappolati per aver gonfiato il proprio salvagente all'interno dell'aereo.
*Nel 1963 un volo dell'[[Aeroflot]] (un [[Tupolev Tu-124]]) ammarò nel fiume Neva dopo aver esaurito il carburante. L'aereo, miracolosamente intatto, rimase a galla e fu rimorchiato a riva; tutti i 52 occupanti sopravvissero e non riportarono lesioni.<ref>{{Cita web|url=http://www.airsafe.com/events/ditch.htm |titolo=Jet Airliner Ditching Events |accesso=26 giugno 2006 |autore= AirSafe.com |data=28 marzo 2002}}</ref>
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