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== Il socialismo italiano ==
[[File:Turati.jpg|thumb|[[Filippo Turati]], uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano]]
In Italia, il socialismo si sviluppa e diffonde con il ''[[Partito Operaio Italiano]]'', fondato a [[Milano]] nel [[1882]] e la ''Lega Socialista Milanese'', nonché per mezzo di movimenti e leghe di derivazioni marxiste minori. Nel [[1892]], nasce a [[Genova]] il ''[[Partito Socialista Italiano]]'' (nato come ''Partito dei Lavoratori Italiani''), sciolto due anni dopo dal [[governo Crispi I|primo governo Crispi]]. Il socialismo ritroverà costituzione nei governi successivi e raccoglierà nel PSI le frange riformiste e rivoluzionarie. Il partito non riesce tuttavia a far fronte alle divisioni interne e si scindono sia le correnti riformiste (la prima delle quali, espulsa nel [[1912]], fonda il ''[[Partito Socialista Riformista Italiano]]'' sotto la guida di [[Leonida Bissolati]], mentre la seconda, espulsa nel [[1922]] diede vita al ''[[Partito Socialista Unitario]]'' (avente come leader [[Giacomo Matteotti]] e [[Filippo Turati]]), che quella rivoluzionaria del [[1921]] (che fonderà col congresso di [[Livorno]] il [[Partito Comunista d'Italia]], guidato da [[Amadeo Bordiga]], [[Antonio Gramsci]] e [[Nicola Bombacci]] ed era affiliato alla [[Terza Internazionale]], nata nel [[1919]] a [[Mosca (Russia)|Mosca]]).
 
Sotto l'[[Italia fascista]], i partiti più rappresentativi del socialismo sono sciolti ma persistono nella clandestinità. Solo con la [[Resistenza italiana|Resistenza]] (e quindi a partire dal 1943) l'ideologia socialista ritrova nel ''[[Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria]]'': un movimento che, nel [[1947]], riprenderà il nome di ''Partito Socialista Italiano''. Dopo la costituzione della Repubblica, il PSI subisce numerose scissioni, prima con la fondazione del ''Partito Socialista dei Lavoratori Italiani'' (che in seguito ingloberà la corrente di destra del PSI, guidata da [[Ivan Matteo Lombardo]], assumendo nel 1952 la denominazione di ''[[Partito Socialista Democratico Italiano]]''). Ciò nonostante nel [[1966]], i due partiti, in vista delle [[elezioni politiche italiane del 1968]], si riuniscono sotto il cartello elettorale ''PSI-PSDI Unificati'', salvo ridividersi nuovamente nel [[1969]] con il distacco dei socialisti democratici, che si riuniscono nel ''[[Partito Socialista Unitario]]'', il quale a sua volta tornerà a chiamarsi ''Partito Socialista Democratico Italiano'' nel 1971. Nel [[1964]] si era avuta anche la scissione della sinistra del partito (capeggiata da [[Tullio Vecchietti]]) che formò il [[Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria]], contrario ad appoggiare il primo governo di centro-sinistra organico, che si scioglierà nel [[1972]], confluendo in larga parte nel [[Partito Comunista Italiano]].
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