Differenze tra le versioni di "Napoleone Bonaparte"

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[[Ufficiale (forze armate)|Ufficiale]] d'[[artiglieria]] e quindi [[generale]] durante la [[rivoluzione francese]], divenne famoso come principale generale della [[Prima Repubblica francese|Francia rivoluzionaria]] grazie alle vittorie ottenute nel corso della [[campagna d'Italia (1796-1797)|prima campagna d'Italia]]. Dopo il [[colpo di Stato del 18 brumaio]] (9 novembre [[1799]]) assunse il potere in Francia: fu Primo Console dal novembre di quell'anno al 18 maggio [[1804]], e [[Imperatore dei francesi]], con il nome di Napoleone I (''Napoléon I<sup>er</sup>'') dal 2 dicembre 1804 al 14 aprile [[1814]] e nuovamente dal 20 marzo al 22 giugno [[1815]]. Fu anche presidente della [[Repubblica Italiana (1802-1805)|Repubblica Italiana]] dal [[1802]] al [[1805]], [[Regno d'Italia (1805-1814)|re d'Italia]] dal 1805 al 1814, «mediatore» della [[Atto di Mediazione|Confederazione svizzera]] dal [[1803]] al [[1813]] e «protettore» della [[Confederazione del Reno]] dal [[1806]] al 1813.
 
Grande uomo di guerra, protagonista di oltre venti anni di campagne in Europa, Napoleone è stato considerato il più grande stratega della storia dallo storico militare [[Basil Liddell Hart]],<ref>{{cita libro|Basil|Liddell Hart|Scipione Africano| pp. 224 e 230|1999|BUR Super saggi||isbn=88-17-25840-7}}</ref> mentre lo storico Evgenij Tàrle non esita a definirlo "l'incomparabile maestro dell'arte della guerra" e "il più grande dei grandi".<ref>{{Cita|Tàrle|pp. 418 e 424}}.</ref> Grazie al suo sistema di alleanze e a una serie di brillanti vittorie contro le potenze europee, conquistò e governò larga parte dell'[[Europa continentale]], esportando gli ideali rivoluzionari di rinnovamento sociale e arrivando a controllare numerosi Regni tramite persone a lui fedeli ([[Giuseppe Bonaparte]] in [[Spagna]], [[Gioacchino Murat]] nel [[Regno di Napoli]], [[Girolamo Bonaparte]] in [[Vestfalia]], [[Jean-Baptiste Jules Bernadotte]] nel [[Svezia|Regno di Svezia]] e [[Luigi Bonaparte]] nel [[Regno d'Olanda]]).
Nel 1805 si formò in Europa la [[terza coalizione]] contro Napoleone;<ref name= LS2 >{{Cita|La Storia|p. 339|bambi}}.</ref> egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della [[La Manica|Manica]], a preparare una vasta operazione militare contro la Gran Bretagna ma, comprendendo le difficoltà di una operazione di sbarco nelle Isole Britanniche e preoccupato dai propositi aggressivi delle potenze continentali, decise fin da agosto di rinunciare ai suoi piani di invasione e di organizzare un rapido trasferimento a marce forzate dell'intero esercito, ora denominato [[Grande Armata]], dalle coste della Manica fino al [[Reno]] e al [[Danubio]] per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, a largo di [[Battaglia di Trafalgar|Trafalgar]] la flotta francese comandata dall'ammiraglio [[Pierre Charles Silvestre de Villeneuve]] veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di [[Horatio Nelson]], che morì durante lo scontro, colpito da un tiro di moschetto. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra.<ref name= LS2 /><ref name="storia411">{{cita|Storia Universale|p. 411|su}}.</ref><ref name= Napole >{{Cita|Napoleone|p. 39|bimbo}}.</ref>
 
[[File:Austerlitz-baron-Pascal.jpg|miniatura|sinistra|upright=1.4|Napoleone sul campo di battaglia di [[battaglia di Austerlitz|Austerlitz]]]]
Le forze coalizzate prevalentemente austriache e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I), anche se con la neutralità della [[Prussia]], erano numericamente soverchianti ma divise. Due i fronti principali: quello germanico, dove Napoleone in persona aveva assunto il comando della Grande Armata e quello italiano dove il generale [[Andrea Massena]] guidava l<nowiki>'</nowiki>Armata d'Italia. Con una abile manovra strategica Napoleone accerchiò e costrinse alla resa l'esercito austriaco del generale [[Karl Mack von Leiberich|Karl Mack]] a [[battaglia di Ulma|Ulma]] (20 ottobre),<ref name= LS2 /><ref name= Napole /> e, mentre il maresciallo Massena combatteva in Italia la [[Battaglia di Caldiero (1805)|battaglia di Caldiero]] (30 ottobre), entrò con l'armata a Vienna, dopo aver superato il Danubio con uno stratagemma di [[Gioacchino Murat]]. Tuttavia gli eserciti coalizzati austro-russi erano ancora in campo e la situazione di Napoleone appariva difficile. Il 2 dicembre 1805, anniversario della sua incoronazione, l'imperatore combatté e vinse la [[battaglia di Austerlitz]], provocando la disgregazione della terza coalizione. Rimasta nella storia come il suo capolavoro tattico, la vittoria a Austerlitz concesse a Napoleone una posizione di predominio in Europa.<ref>«Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100.000 uomini comandato dagli imperatori di Russia e [[Austria]]» disse Napoleone alle sue truppe dopo la vittoria. {{Cita|Gerosa|p. 362}}.</ref><ref name="storia412">{{cita|Storia Universale|pp. 411-412|su}}.</ref><ref>{{cita libro|autore=Sergio Valzainia|titolo=Austerlitz. La più grande vittoria di Napoleone|isbn=978-88-04-55900-9|editore=Mondadori|anno=2006}}</ref><ref>{{Cita|Napoleone|p. 40|bimbo}}.</ref> Il giorno dopo i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche [[Venezia]], che veniva unita al [[regno d'Italia]], e perdeva ogni controllo sulla [[Germania]], che ora si ricostruiva come [[Confederazione del Reno]], primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone.<ref name= LS2 /> Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese [[William Pitt il Giovane|William Pitt]] avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. «Non ci servirà per almeno dieci anni».<ref>{{cita|Gerosa|p. 364}}.</ref>
 
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