Differenze tra le versioni di "Autobianchi"

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Sul finire del [[1958]] la Bianchi uscì dalla compagine azionaria della società, cedendo quote e relativo stabilimento di Desio agli altri due soci, che completarono le operazioni di miglioramento del sito produttivo, dotandolo fra l'altro di macchinari più sofisticati ed all'avanguardia, soprattutto nell'ambito della verniciatura, permettendo la fabbricazione di circa 200 vetture al giorno, accanto alla costruzione degli autocarri che si concluderà nel 1968.
 
Dopo aver avuto sede legale negli immobili di proprietà della Bianchi in viale Abruzzi e in seguito della Pirelli in piazza Duca d'Aosta, nel [[1960]] gli uffici dell'Autobianchi vennero definitivamente trasferiti nel nuovo [[Grattacielo Pirelli]] di [[Milano]] appena inaugurato, e sulla scia del successo della Bianchina la gamma iniziò ad essere estesa, a partire dal [[1963]], alla commercializzazione di una nuova vettura, la [[Autobianchi Stellina|Stellina]], prima auto italiana ad essere realizzata in [[vetroresina]], seguita nel [[1964]] dalla [[Autobianchi Primula|Primula]], che fece da apripista negli studi progettuali Fiat all'adozione in serie del concetto di [[trazione anteriore]]. La Primula, oltre che nelle versioni berlina 2/3/5 porte, fu disponibile poi anche in una suggestiva variante Coupé<ref>In-dimenticabili-Autobianchi Primula, Corriere dello Sport ''Motori'', 13 settembre 2016.</ref>.
===Il passaggio a Fiat===
Nel [[1968]], in concomitanza con la nascita della [[Autobianchi A111|A111]], berlina di lusso della casa, l'Autobianchi passò completamente nelle mani della FIAT, che già da qualche tempo stava utilizzando lo stabilimento di Desio per produrre alcuni modelli di sua proprietà, come la [[Fiat 500 Giardiniera]], venduta “ristilizzata” a partire dallo stesso anno sotto la denominazione di [[Autobianchi Giardiniera]].
 
=== La fine della fabbrica di Desio ===
Dopo anni di completo abbandono, nel [[2002]] ha avuto inizio lo smantellamento totale dell'area dell'ex stabilimento Autobianchi di Desio, conclusosi nel luglio [[2003]] con l'abbattimento della [[torre piezometrica]], ultimo simbolo dell'ex-capitale lombarda dell'auto <ref>{{cita news|titolo=Abbattuta la torre dell'ex Autobianchi con ventisette cariche di tritolo|url=http://archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/03/Abbattuta_torre_dell_Autobianchi_con_co_7_030703028.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121211081749/http://archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/03/Abbattuta_torre_dell_Autobianchi_con_co_7_030703028.shtml|pubblicazione=Corriere della Sera|giorno=3|mese=7|anno=2003|accesso=1º novembre 2009|urlmorto=sì|dataarchivio=11 dicembre 2012}}</ref>. Sull'area è sorto il Polo tecnologico della Brianza, complesso di edifici ad uso logistico - industriale e terziario <ref>Nasce il Polo tecnologico della Brianza, Il Giornale, 26-09- settembre 2005.</ref>.
 
=== Il marchio oggi ===
I diritti per l'uso del marchio Autobianchi sono detenuti dal [[Fiat Chrysler Automobiles|Gruppo FCA]]. Nel corso del [[2008]], l'allora amministratore delegato [[Sergio Marchionne]] aveva espresso l'ipotesi di un ritorno del marchio ai fini della commercializzazione di una vettura a basso costo, considerando al contempo la disponibilità di un altro marchio di proprietà, [[Innocenti]] <ref>[http://www.allaguida.it/articolo/innocenti-326-la-low-cost-made-in-italy/13500/ Innocenti 326: la low cost made in Italy] ''Allaguida.it'', 09-02- febbraio 2009.</ref>, ma in entrambi i casi l'idea è stata in seguito accantonata.
 
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