Differenze tra le versioni di "Fenomeno delle voci elettroniche"

→‎Cenni sulle apparecchiature riceventi: correzione di un refuso (phading/fading)
m (Bot: correzione delle sezioni con gerarchia errata)
(→‎Cenni sulle apparecchiature riceventi: correzione di un refuso (phading/fading))
 
Konstantin Raudive si avvalse della consulenza tecnica e della collaborazione del fisico svizzero Alex Schneider il quale, fra i vari contributi, progettò una serie di dispositivi elettronici che avrebbero avuto il compito di permettere la ricezione delle ''voci''. Sempre lo Schneider, circa 40 anni fa, relazionava che il fenomeno delle voci sotto l'aspetto essenzialmente fisico è ancora misterioso e che i tentativi di registrazione risultano condizionati dalle direttive delle voci captate, o sono affidati al caso concludendo che ogni sperimentatore elabora un proprio metodo. Raudive cercava sulla scala delle onde medie un punto dove è più facile trovare la fascia di rumore bianco mentre invece altri sperimentatori cercano espressamente il momento nel quale una stazione emittente prima dell'inizio dei programmi lascia per qualche minuto solo l'onda portante.<ref>Konstantin Raudive, ''op. cit.'' cap. IX.</ref>
 
Schneider, parlando del manifestarsi delle ''voci'', evidenzia un processo di selezione sconosciuto ai fisici: Raudive eseguiva alcune sperimentazioni con un oscillatore modulato (vobbulatore) collegato direttamente alla presa d'antenna di una radio ricevente per evitare che eventuali variazioni del segnale (''phadingfading'') o altri fattori di disturbo entrassero nell'onda portante<ref>L'oscillatore modulato può essere compreso come un trasmettitore di debolissima potenza, nell'ordine di pochi milionesimi di watt. Potenze più elevate potrebbero danneggiare i circuiti d'entrata della ricevente a meno che questa non disponga di un adeguato sistema di protezione.</ref>. L'anomalia riscontrata dallo Schneider consisteva nel fatto che le ''voci'', lo riscontrò e ne scrisse egli stesso, erano inspiegabilmente più comprensibili se esiste un omogeneo rumore di fondo, mentre ci si sarebbe dovuto aspettare il contrario. Pertanto il vobbulatore modulando l'onda portante con una nota di bassa frequenza a 1&nbsp;kHz facilitava l'emergere delle ''voci'' dal rumore di fondo.
 
==== Carenza di uno standard strumentale fra gli sperimentatori ====
Utente anonimo