Differenze tra le versioni di "Antifascismo"

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=== Italia ===
{{Vedi anche|Antifascismo in Italia|Resistenza italiana}}
[[File:Bandiera delle Brigate Garibaldi partigiane (1943-1945).PNG|miniatura|{{Codice FIAV|historical}}Bandiera delle Brigate Garibaldi, la più usata dalla Resistenza Italiana]]
L'usufruire di organizzazioni paramilitari significò, per il [[fascismo]], rendere clandestina qualsiasi forma di opposizione al regime. Gli antifascisti si opposero, almeno fino al [[giacomo Matteotti#Il rapimento e l'omicidio|delitto Matteotti]], anche con la lotta armata (es. gli [[Arditi del Popolo]]) contro le [[milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale|camicie nere]]. Di conseguenza i vari giornali socialisti furono costretti a chiudere e le personalità di spicco della sinistra a lasciare l'Italia. I pochi socialisti rimasti formarono nel 1926 la convenzione antifascista; mentre i comunisti si organizzarono in società segrete, vivendo in zone malfamate e agendo nell'anonimato. [[Antonio Gramsci]] fu incarcerato nel '27, e nelle sue lettere inviate dal carcere si riscontra il suo pensiero politico: l'ascesa del socialismo in Italia avrebbe dovuto essere diversa dall'avvento del socialismo in Russia, giacché Italia e Russia differivano sotto i profili sociali, economici e intellettuali.
Le società antifasciste venutesi a formare, però, non trovarono mai un'intesa e fallirono. Altro tentativo fu quello di [[Carlo Rosselli]], con la fondazione di un movimento chiamato [[Giustizia e Libertà|Giustizia e libertà]], che prevedeva la riorganizzazione delle forze antifasciste al fine di opporsi al regime in modo deciso; caratterizzato fortemente dalla componente generazionale, il movimento riteneva necessario incidere nella mentalità dei più giovani. Gli antifascisti che si opponevano da Parigi al regime di [[Benito Mussolini|Mussolini]] si riunirono nella ''[[concentrazione antifascista]]''.
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