Differenze tra le versioni di "Diogene di Babilonia"

 
Il suo pensiero è simile a quello di Crisippo, in particolar modo sulla [[dialettica]], in cui istruì [[Carneade]].<ref>[[Cicerone]], ''Academica'', ii. 30; ''De Oratore'', ii. 38</ref> In particolare Diogene prese dal maestro Crisippo l'interesse per l'[[allegoria]] come tentativo di razionalizzare la [[mitologia]], e quindi la religione, servendosi anche dell'[[etimologia]] come chiave d'interpretazione dei miti.<ref>Ilaria Ramelli, Giulio A. Lucchetta, ''Op. cit.'' p.142</ref>
 
Con [[Carneade]] e [[Critolao]] fece parte di un'ambasceria ateniese inviata a Roma nel [[155 a.C.]] per chiedere la remissione di una pesante multa di 500 [[Talento (peso)|talenti]] imposta agli ateniesi colpevoli di aver distrutto la città di [[Oropos]]. L'ambasceria ebbe successo politico e suscitò grande interesse presso gli [[Intellettuale|intellettuali]] romani e gli uomini di stato come [[Scipione Emiliano]], Gaio Lelio Sapiente, Lucio Furio Filo, attirati dall'arte [[retorica]] dei greci. Meno accoglienza ebbero le dottrine di cui erano portatori che apparivano pericolose per la morale tradizionale romana agli occhi dei conservatori come [[Marco Porcio Catone|Catone]] che convinse il [[Senato romano|senato]] a rimandare il più rapidamente possibile l'ambasceria in Grecia<ref>{{Cita libro|titolo=Plutarco, Catone, 22; Aulo Gellio, VII, 14; Macrobio,Saturnali, I, 5; Cicerone, De Oratore, II, 37, 38.}}</ref>
Con [[Carneade]] e [[Critolao]] prese parte alla celebre ambasceria inviata a [[Roma]] dagli Ateniesi multati per aver saccheggiato [[Oropo]].
 
==Opere==
Utente anonimo