Piano Marshall: differenze tra le versioni

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=== Discorso di concepimento ===
[[File:George Catlett Marshall, general of the US army.jpg|thumb|Il Segretario di Stato degli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] [[George Marshall]]]]
Il discorso con cui l'allora [[Segretario di Stato degli Stati Uniti|segretario di Stato statunitense]] [[George Marshall]] annunciò al mondo la decisione degli Stati Uniti d'America di avviare l'elaborazione e l'attuazione di un piano di aiuti economico-finanziari per l'Europa che poi, per convenzione storiografica, sarebbe stato noto come "''Piano Marshall''", fu senza dubbio uno dei momenti più importanti della storia della politica internazionale nell'immediato secondo [[dopoguerra]].
 
Marshall affermò in quell'occasione che l'Europa avrebbe avuto bisogno, almeno per altri 3-4 anni, di ingenti aiuti da parte statunitense e che, senza di essi, la gran parte del [[Continente europeo|vecchio continente]] avrebbe conosciuto un gravissimo deterioramento delle condizioni politiche, economiche e sociali. Pur rimanendo sul vago, relativamente a quelli che sarebbero dovuti essere i caratteri del Piano, in primo luogo perché se ne volevano predisporre i termini con gli europei, il segretario di Stato si augurò che da esso sarebbe potuta scaturire non solo una nuova e più proficua epoca nella collaborazione tra le due sponde dell'[[Oceano Atlantico|Atlantico]], ma anche una prima realizzazione di quei progetti europeisti finora caratterizzati da una certa vaghezza [[Utopia|utopistica]].
Il Piano terminò nel 1951, come originariamente previsto. I tentativi di prolungarlo per qualche tempo non ebbero effetto a causa dello scoppio della [[guerra di Corea]] e della vittoria dei repubblicani nelle elezioni per il Congresso dell'anno precedente.
 
Per qualche tempo molti economisti statunitensi giudicarono negativamente l'impatto del Piano Marshall sull'economia europea dato che, nella loro opinione, esso aveva prodotto effettivamente una crescita sostenuta, ma grazie al basso costo del lavoro, cosa che -, non avendo indotto una contemporanea crescita dei redditi -, aveva portato ad un certo ristagno nella spesa e nei consumi. In realtà -, come dimostrato dalle analisi più recenti -, il Piano consentì all'economia europea di superare un momento di indubbia crisi e favorì una ripresa che già nel 1948 era evidente, consentendo ai Paesi beneficiari di superare l'indice di produzione prebellico già nel momento in cui il flusso di aiuti terminò.
 
I risultati furono poi senza dubbio positivi<ref>{{cita libro | autore=Maldwin A. Jones | editore=Bompiani | anno=2001 | titolo=Storia degli Stati Uniti d'America | p=473}}</ref>, almeno nell'ottica degli Stati Uniti e dei sostenitori dell'economia di mercato, sotto il profilo della diffusione in Europa – favorita da una capillare azione di propaganda – di concetti quali la "libera impresa", lo "spirito imprenditoriale", il "recupero di efficienza", l'"esperienza tecnica" e la "tutela della concorrenza", allora in alcuni Paesi quasi del tutto assenti. Inoltre esso indicò agli europei che l'interdipendenza poteva costituire una soluzione alle tensioni ed ai conflitti, che da sempre avevano caratterizzato la loro storia.
Sul piano interno, poi, l'aiuto statunitense consentì alle fragili democrazie occidentali di rilassare le politiche di austerità e di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni.
 
Sul piano interno, poi, l'aiuto statunitense consentì alle fragili democrazie occidentali di rilassare le politiche di austerità e di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni.
Il conseguimento di questi obiettivi strutturali pose una base quanto mai solida anche all'estensione dell'influenza politica degli USA.<ref>{{Cita libro|titolo=1.^ Giovanni De Luna, La Storia, Volume nr. 14 - Dalla Guerra Fredda alla dissoluzione dell'URSS, Mondadori, edizione 2007, p.84.}}</ref> La tendenza all'integrazione europea assume una valenza complessiva, caricandosi di significati più direttamente politici e militari: il trattato di Bruxelles (17 marzo 1948) tra i paesi del Benelux, la Francia e la Gran Bretagna, che istituiva un organismo militare comune ( L'Unione dell'Europa occidentale) sotto comando inglese, fu seguito poco dopo (4 aprile 1949) dal più organico patto atlantico (North Atlantic Treaty Organisation, NATO) tra quegli stessi Paesi, il Canada, Gli USA, la Norvegia, la Danimarca, l'Italia, il Portogallo, l'Islanda e, successivamente (1951), prima la Grecia e la Turchia, poi (1954) la Germania occidentale.
 
Il conseguimento di questi obiettivi strutturali pose una base quanto mai solida anche all'estensione dell'influenza politica degli USA.<ref>{{Cita libro|titolo=1.^ Giovanni De Luna, La Storia, Volume nr. 14 - Dalla Guerra Fredda alla dissoluzione dell'URSS, Mondadori, edizione 2007, p.84.}}</ref> La tendenza all'integrazione europea assume una valenza complessiva, caricandosi di significati più direttamente politici e militari: il trattato di Bruxelles (17 marzo 1948) tra i paesi del [[Benelux]], la Francia e la Gran Bretagna, che istituiva un organismo militare comune, (l'[[Unione Ldell'Europa Occidentale|Unione dell'Europa occidentale)]], sotto comando inglese, fu seguito poco dopo (4 aprile 1949) dal più organico patto atlantico ([[North Atlantic Treaty Organization|North Atlantic Treaty Organisation,]] (NATO) tra quegli stessi Paesi,: il [[Canada]], Gligli USA, la [[Norvegia]], la [[Danimarca]], l'Italia, il [[Portogallo]], l'[[Islanda e]], successivamentenel (1951), prima la [[Grecia]] e la [[Turchia]], poie nel (1954) la [[Germania occidentale]].
Con la NATO, l'occidente europeo ritrovava un'unità militare a cui faceva seguire, nel maggio 1949, il primo passo del suo lungo cammino verso l'integrazione politica con l'istituzione del Consiglio d'Europa.
 
InCon quellola stessoNATO, annol'occidente europeo ritrovava un'unità militare a cui faceva seguire, nel maggio 1949, il primo passo del suo lungo cammino verso l'integrazione politica con l'istituzione del Consiglio d'Europa; l'8 aprile, dello stesso anno gli accordi di Washington tra Francia, Gran Bretagna, e Stati Uniti portarono all'unificazione degli 11undici Lander''[[Länder (Germania)|Länder]]'' della zona tedesca occupata dagli alleati; nasceva così (nel settembre del 1949) la [[Repubblica Federale Tedescatedesca]] che ebbe nel liberale [[Theodor Heuss]] e nel cristiano-democratico [[Konrad Adenauer]], rispettivamente il suo primo presidente e il suo primo cancelliere. Un mese dopo, un altro Stato, la [[Repubblica Democratica Tedesca]], si costituiva nella zona d'influenza sovietica con [[Wilhelm Pieck]] presidente e [[Otto Grotewohl]] capo del governo. La definitiva rottura dell'unità Tedesca, l'impianto irreversibile delle "due" Germanie, poneva veramente fine alla " ricostruzione" europea mentre si apriva una nuova fase delle relazioni internazionali, una fase che anche i Paesi dell'Europa occidentale avrebbero vissuto all'insegna della "[[Guerra fredda|Guerra Fredda"]].<ref>{{Cita libro|titolo=2.^ John L. Harper, La Guerra Fredda, la Storia di un mondo in bilico, Il Mulino, 2013, pp. 98 e 305.}}</ref>
 
== Tabella esplicativa con gli aiuti derivanti dal Piano Marshall per ogni stato ==
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