Deiotaro: differenze tra le versioni

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Alcuni principi gàlati si lamentarono con Cesare di Deiotaro, il quale fu privato di parte dei suoi domini; venne inoltre accusato di aver progettato un attentato contro Cesare. Inviato a Roma per il processo, venne difeso da [[Marco Tullio Cicerone|M. Tullio Cicerone]], il quale aveva conosciuto e imparato a stimare Deiotaro quando era stato governatore della provincia di [[Cilicia]]: l'orazione ''Pro rege Deiotaro'' ("A favore del re Deiotaro", [[45 a.C.]]) fece si che il signore gàlata non venisse condannato.
 
Dopo la morte di Cesare, [[Marco Antonio]] riconobbe a Deiotaro, dietro pagamento, il dominio su tutto il territorio sottrattogli. Nella guerra successiva, Deiotaro si schierò con i congiurati, ma dopo la sconfitta nella [[battaglia di Filippi]] passò dalla parte dei [[secondo triumvirato]]. Rimase in possesso del proprio regno ancora a lungo, morendo anziano nel [[4441 a.C.]].
 
[[Diofane di Nicea]] dedicò il proprio manuale di agricoltura a Deiotaro.