Maurice Garin: differenze tra le versioni

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Nonostante fosse nato in Italia, scelse poi la cittadinanza francese e con il tricolore transalpino conquistò molte delle sue vittorie.
 
Un documento divenuto noto di recente, datato [[23 gennaio]] [[1905]], trovato negli archivi del municipio di Chalons-sur-Marne (dal 1995 [[Châlons-en-Champagne]]) dell'ingegner Franco Cuaz - presidente della [[SAV S.p.A.|Società Autostrade Valdostane]], storico per diletto e ciclomane appassionato - rivoluziona i primi anni della storia del ciclismo italiano e mondiale (e della [[Parigi-Roubaix]]). A 13 anni Garin era emigrato in Francia come "ramoneur" (spazzacamino). Gli annali del ciclismo dicevano che alla maggior età aveva optato per la cittadinanza francese, ma in realtà fu naturalizzato solo a 30 anni e mezzo, il [[21 dicembre]] [[1901]]. Garin gareggiò quindi come cittadino italiano per due terzi della sua carriera. Così un italiano salì sul podio della [[Parigi-Roubaix|Roubaix]] già nella prima edizione, il [[19 aprile]] [[1896]]: Garin finì terzo dietro al [[Germania|tedesco]] Josef Fischer e al [[Danimarca|danese]] Charles Meyer.
 
Garin fu tra i protagonisti dell'epoca eroica del [[ciclismo]], con straordinarie vittorie nelle corse di lunga durata, a riprova del suo straordinario fisico, nonostante la taglia minuta.
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