Special (moto): differenze tra le versioni

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Nacquero così decine di ''special'' destinate alle competizioni di ogni grado e disciplina che, complici la profonda crisi dell'industria motociclistica europea e l'inesperienza di quella giapponese, ottennero negli [[anni 1960|anni sessanta]] e [[anni 1970|settanta]] una lunga serie di affermazioni nazionali e internazionali.
 
Alcuni degli artigiani preparatori ottennero una tale notorietà da riuscire a destinare la loro produzione anche al settore delle moto sportive stradali, producendo loro i loro motoveicoli in piccola serie, come [[Paul Dunstall]], [[Magni (azienda)|Arturo Magni]], [[Segoni|Giuliano Segoni]], [[Fritz Egli]] e tanti altri, tra cui [[Massimo Tamburini]], che costruì nel 1971 la sua prima "special" sulla base di una [[MV Agusta 600 Turismo 4C 6]] comprata di seconda mano<ref name=Operaprima>{{cita pubblicazione |quotes= |cognome=Livolsi |nome=Saverio |anno=2009 |mese=giugno |titolo=Opera prima |rivista=[[Motociclismo d'Epoca]] |volume= |numero=6/2009 |pagine=da pag. 98 a pag.105|id= |url= |lingua= |accesso= |abstract= }}</ref>, trasformando poi questo suo passatempo in una vera azienda, ancora oggi presente sul mercato.
 
A partire dagli [[anni 1980|anni ottanta]], la sempre maggiore differenziazione produttiva dei modelli sfornati dalle grandi industrie motociclistiche colpì fortemente le piccole aziende produttrici di ''special'', oggi quasi scomparse.