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La '''battaglia di Tolentino''' (2-3 maggio 1815) fu l'episodio decisivo della [[guerra austro-napoletana]]. Combattuta dal [[re di Napoli]] [[Gioacchino Murat]] contro gli austriaci guidati dal generale [[Federico Bianchi]] allo scopo di difendere il proprio regno dopo la precedente sconfitta di [[Occhiobello]] e la conseguente ritirata attraverso [[Faenza]], [[Forlì]] e [[Pesaro]], la battaglia vide la definitiva vittoria austriaca, con il conseguente ritorno dei [[Borbone]] sul trono napoletano.
 
Combattuta dal [[re di Napoli]] [[Gioacchino Murat]] contro gli austriaci guidati dal generale [[Federico Bianchi]] allo scopo di difendere il proprio regno dopo la precedente sconfitta di [[Occhiobello]] e la conseguente ritirata attraverso [[Faenza]], [[Forlì]] e [[Pesaro]], la battaglia vide la definitiva vittoria austriaca, con il conseguente ritorno dei [[Borbone]] sul trono napoletano.
 
Viene considerata talvolta la prima battaglia del [[Risorgimento]] italiano.<ref>A tal proposito {{cita|Scardigli2011|p. 23|Scardigli 2011|harv=s}}, afferma che "se si considera il Risorgimento come un percorso inscindibile e monolitico, che conduce la penisola da una congerie di Stati a uno Stato unitario, Murat ne è estraneo; se invece il Risorgimento si vede come la risultante di forze diverse, divergenti e contraddittorie, allora la figura di Murat, più che la sua campagna di guerra, si può ritenere uno dei fondamenti del movimento nazionale. Prova ne è che nel 1860 molti dei [[I Mille|Mille]], [...] una volta giunti in Calabria si fermarono commossi a [[Pizzo (Italia)|Pizzo]] [la città dove Murat sbarcò dopo l'abdicazione] per ricordare il sovrano napoletano".</ref>
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