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Nel [[1570]] Elisabetta nominò John alla carica di Lord Presidente del [[Munster (Irlanda)|Munster]] un incarico che egli accettò con riluttanza poiché la zona era travagliata dalla prima delle [[Rivolte dei Desmond]]. John arrivò a [[Waterford]] nel mese di [[febbraio]] e riportò la pace dopo una vigorosa campagna militare.
Il capo dei ribelli, James FitzMaurice Fitzgerald (morto nel [[1579]]) riuscì a sfuggire alle forze inglesi per qualche tempo. Dopo un duro scontro cinquanta ribelli vennero squartati e John cercò di spaventare quelli rimasti liberi decapitando i morti ed appendendo le loro teste a [[Kilmallock]], FitzMaurice si rifiutò comunque di farsi avanti e John lo sfidò a singolar tenzone, un invito che venne disertato nuovamente. Quest'offerta provocò un certo mormorio fra le persone di più alto grado della corte ed il suo gesto non fece che accrescere la sua reputazione di uomo irruentoirruente. Qualche tempo dopo John e i suoi uomini furono vittime di un'imboscata dei ribelli che li superavano in numero di gran lunga, tuttavia essi vennero salvati dall'arrivo di una piccola compagnia a cavallo che gli irlandesi scambiarono per l'avanguardia di un contingente più grande. Nel [[1572]] a seguito dell'assedio portato a termine con successo della fortezza di Castlemaine John ebbe la soddisfazione di vedere FitzMaurice arrendersi.
John autorizzò circa 800 esecuzioni, la maggior parte delle quali eseguita sotto la [[Legge marziale]] ed egli criticò duramente la scelta di reintegrazione di [[Gerald FitzGerald]] uno dei più potenti nobili del Munster e dopo aver vanamente tentato di far revocare tale decisione lasciò l'[[Irlanda]] nel [[luglio]] [[1573]]. Tornato in patria rassegnò le proprie dimissioni e venne sostituito da William Drury ([[2 ottobre]] [[1527]]-[[ottobre]] [[1579]]).
John tornò alle sue proprietà del Galles e partecipò al Concilio delle Marche, un'amministrazione locale che si occupava della gestione del Galles e di alcune contee limitrofe ai confini.
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