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Le '''lamie''' dell'antichità greca erano figure in parte umane e in parte animalesche, rapitrici di bambini; fantasmi seduttori che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne. Venivano spesso chiamate anche ''empuse'', sebbene il mito delle [[Empusa|empuse]], figlie o serve di [[Ecate]], avesse origini differenti.
 
Secondo il [[mitologia greca|mito]] originale, Lamia era la bellissima regina della [[LidiaLibia]], figlia di [[Belo]]: essa ebbe da [[Zeus]] il dono di levarsi gli occhi dalle orbite e rimetterli a proprio piacere. Presto Lamia catturò il cuore di Zeus provocando la rabbia di [[Era (mitologia)|Era]], che si vendicò uccidendo i figli che suo marito ebbe da Lamia.<br />
L'unica figlia ad essere risparmiata fu [[Scilla (Forco)|Scilla]]; probabilmente, anche [[Sibilla]] si salvò.
 
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