Renée Vivien: differenze tra le versioni

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==Biografia==
Era nata a [[Londra]], da padre [[Scozia|scozzese]] e madre [[Stati Uniti d'America|statunitense]] nativa di [[Jackson (Michigan)|Jackson]]. Crebbe a [[Long Island (USA)|Long Island]] ([[New York]]), [[Parigi]] e [[Londra]]; infine emigrò ancora giovanissima in [[Francia]].
 
Nell'ambiente "bohémien" parigino il suo stile di vita e il suo suo modo di vestire erano altrettanto noti dei suoi versi: viveva lussuosamente, era apertamente [[lesbica]], e aveva una relazione con l'ereditiera e scrittrice [[Stati Uniti d'America|americana]] [[Natalie Barney|Natalie Clifford Barney]]. Ebbe inoltre per tutta la vita una passione per una sua amica intima d'infanzia, Violet Shillito, che però rimase sempre sul piano platonico.
 
Vivien era colta ed aveva viaggiato molto. Aveva passato un inverno in [[Egitto]], visitato la [[Cina]] ed esplorato l'[[Europa]] e gli [[Stati Uniti d'America|USA]]. I suoi contemporanei la considerarono bella ed elegante, grazie anche ai capelli biondi e agli occhi scuri con riflessi dorati. I digiuni protratti (un'abitudine che avrebbe poi contribuito alla sua morte) l'avevano resa anche relativamente magra.<br/>
Viveva lussuosamente a Parigi, in un elegante appartamento a piano terra che si apriva su un giardino alla giapponese. La sua casa era piena di mobili ed opere d'arte provenienti dal lontano Oriente. Inoltre, amava i fiori freschi.
 
Renée Vivien romanzò la morte e, in una sua visita a Londra nel 1908, profondamente abbattuta e oberata dai debiti, tentò il suicidio ingerendo una quantità eccessiva di [[laudano]]. Si distese sul divano, tenendo un mazzo di violette sul cuore. Il tentativo di suicidio fallì, ma in Inghilterra contrasse la [[pleurite]] e tornò a Parigi considerevolmente indebolita, tanto da essere costretta a camminare con un bastone.
 
Morì il [[18 novembre]] [[1909]], all'età di 31 anni, a causa della pleurite e dell'indebolimento fisico dovuto ai frequenti digiuni. La sua morte fu riportata a quel tempo come suicidio, ma fu probabilmente il risultato di un'[[anoressia nervosa]] aggravata dalla [[pleurite]] e dall'[[alcolismo]]. Fu seppellita al cimitero di [[Passy]], nell'esclusivo sobborgo parigino.
 
Durante la sua breve vita, Renée Vivien fu conosciuta anche come la "Musa delle violette", soprannome dovuto al suo amore per questo fiore, richiamo al suo amore d'infanzia, Violet Shillito.
 
Molti dei suoi versi sono velatamente autobiografici e scritti in francese, e la maggior parte di essi non è mai stata tradotta in inglese, sua lingua madre.
|Voici la nuit: je vais ensevelir mes morts,<br/>Mes songes, mes désirs, mes douleurs, mes remords,<br/>Tout le passé... Je vais ensevelir mes morts.|lingua = fr}}
 
== Opere ==
* ''Études et préludes'' ([[1901]]), raccolta di poesie.
* ''Cenere e polvere'', a cura di [[Teresa Campi]], Roma 1981 (traduzione italiana di: ''Cendres et poussières'' ([[1902]]), raccolta di poesie).
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