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Adozione

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Per ciò che concerne il decaduto diritto nobilare italiano, una norma, vigente solo a partire dal [[1926]]<ref>R.D. 16 agosto 1926, n. 1489</ref> e abrogata in seguito alla [[nascita della Repubblica Italiana]], prevedeva che i figli adottivi ereditassero il cognome dell'adottante ma non potessero succedere nei predicati e nei titoli nobiliari, fatta salva una nuova investitura da parte del Re.<ref>R.D. 7 giugno 1943, n. 652</ref>
 
Il [[Concilio Vaticano II]] ([[18 novembre]] [[1965]]), nel decreto ''[[Apostolicam Actuositatem]]'' (apostolato dei [[Laico|laici]]), cita «''fra le varie opere di apostolato familiare ci sia concesso enumerare: adottare come figli propri i bambini abbandonati''»<ref>{{la}}[http://www.ewtn.com/library/COUNCILS/v2apolat.htm Apostolicam actuositatem] - nel Capitolo III si legge «''infantes derelictos in filios adoptare''»</ref> valorizzando l'adozione anche all'interno della [[dottrina cattolica]].
 
Il [[29 maggio]] [[1993]] viene redatta la ''Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale'' nota come ''Convenzione dell'Aja'', ratificata dal [[Parlamento]] italiano il [[31 dicembre]] [[1998]] con la L. 476. Al centro della convenzione c'è il minore e i suoi diritti fondamentali, compreso quello di avere una famiglia. La convenzione prevede che gli stati aderenti applichino misure prioritarie perché i minori, ove sia possibile, restino con la famiglia di origine, altrimenti ricorrano all'adozione. L'adozione internazionale viene così normata a livello sovranazionale, riconoscendola come un'«''opportunità di dare una famiglia permanente a quei minori per i quali non può essere trovata una famiglia idonea nel loro Stato di origine''» e viene resa più trasparente e controllata. Non tutti gli stati hanno ratificato questa convenzione, e alcuni Paesi ratificanti hanno sospeso le adozioni internazionali verso i Paesi non ratificanti (per esempio, in [[Bolivia]] non è più consentita, salvo casi eccezionali, l'adozione internazionale da parte di cittadini [[Stati Uniti d'America|statunitensi]], in quanto gli USA, a differenza della Bolivia, non hanno ratificato la Convenzione<ref>{{en}} [http://travel.state.gov/family/adoption/country/country_356.html US Department of State - Bolivia intercountry adoption] - viene testualmente scritto «''Bolivia does not allow intercountry adoptions to countries that have not ratified the Hague Convention on Intercountry Adoption, including the United States''»</ref>). Altri Paesi ratificanti hanno invece firmato accordi bilaterali con Paesi non ratificanti in modo da mantenere comunque garantiti i principi di trasparenza e sussidiarietà ispirati alla Convenzione dell'Aja.
 
== Legislazione italiana attuale ==
== Adozioni illegali ==
I termini ''adozione illegale'' e ''racket delle adozioni'' sono spesso usati dai ''[[mass media]]'' per indicare alcuni fenomeni criminali legati al commercio dei bambini.<br />
Nel [[settembre]] del [[2007]], in un'inchiesta del settimanale ''[[L'espresso]]'', è stata segnalata l'esistenza di un racket in [[Nepal]] dove, secondo il settimanale, molti orfanotrofi privati a fini di lucro toglierebbero i bambini ai genitori naturali con l'inganno per farli dichiarare adottabili.<ref>[http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/09/06/mercanti-di-bambini/#more-852 Inchiesta de L'espresso sul racket delle adozioni in Nepal]</ref> Comunque già dall'[[11 giugno]] [[2007]], la Commissione per le Adozioni Internazionali italiana aveva annunciato il blocco delle adozioni dal Nepal per consentire la modifica della normativa in modo da renderla più trasparente, arginare il fenomeno dell'illegalità e renderla così conforme ai principi della ''Convenzione dell'Aja''.<ref>[http://www.commissioneadozioni.it/contents/ArchivioNotizie.aspx Adozioni in Nepal (11-06-2007)]</ref><ref>[http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=84737 Adozioni in Nepal: sblocco vicino, ma poi il governo salta] - da ''Vita'' del [[20 settembre]] [[2007]]</ref>
 
== Note ==
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