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La nuova gigantesca offensiva si dimostrò subito molto dura: nonostante la netta superiorità tattica e operativa delle unità corazzate tedesche, la resistenza delle numerose forze meccanizzate nemiche, il logorio delle distanze e del clima, misero a dura prova le truppe tedesche che, dopo una snervante avanzata estiva, furono duramente fermate e respinte dalla controffensiva dell'[[Armata Rossa]] alle [[battaglia di Mosca|porte di Mosca]] (5 dicembre [[1941]]), che inflisse unna prima sanguinosa sconfitta all'Heer (Wehrmacht).
 
Dopo la drammatica battaglia invernale sul fronte russo, l'Esercito tedesco si riorganizzò in primavera, e potenziò le sue forze corazzate costituendo sei nuove Panzerdivision e inserendo reparti corazzate nelle unità [[Waffen-SS]] e nelle divisioni motorizzate. A [[giugno]] 1942 l'Heer (Wehrmacht) fece un nuovo tentativo di vincere la guerra all'est con una [[Operazione Blu|massiccia offensiva]] verso il [[Volga]] e il [[Caucaso]]: le nove divisioni corazzate impegnate avanzarono in profondità e raggiunsero [[Stalingrado]] (23 agosto), ma le forze sovietiche organizzarono una dura resistenza e il 19 novembre [[Operazione Urano|passarono al controffensiva]] accerchiando un gran numero di reparti tedeschi, tra cui tre Panzerdivision.
 
Durante l'inverno [[1942]]-[[1943]], le divisioni corazzate tedesche, richiamate anche da altri fronti, combatterono continuamente per fermare l'avanzata generale sovietica, riuscendo, nel marzo [[1943]] a stabilizzare la situazione a [[Terza battaglia di Char'kov|Char'kov]], ma ormai la guerra stava evolvendo a sfavore della Germania. La Panzerwaffe perse cinque divisioni corazzate in [[Russia]] e altre tre in [[Nord Africa]] (dove le forze anglosassoni avevano ottenuto una netta superiorità) entro la primavera del 1943.
Dopo queste sconfitte le Panzerdivision dell'Heer (Wehrmacht) e delle Waffen-SS, ancora aumentate numericamente e rafforzate con i nuovi carri medi [[Panzer V Panther|Panther]], furono sempre più costrette sulla difensiva su tutti i fronti e dovettero spesso essere dirottate da un settore critico all'altro per frenare o rallentare le continue offensive nemiche. Dopo l'ultima deludente offensiva sul fronte orientale ([[battaglia di Kursk]]), le divisioni corazzate all'est, dove rimasero in grande maggioranza per tutta la guerra, continuarono a combattere con abilità e coraggio, contraccando localmente (a [[Quarta battaglia di Char'kov|Bogoduchov]], [[Controffensiva di Žitomir|Žitomir]], [[Kryvyj Rih|Krivoj Rog]], [[battaglia di Korsun'|Čerkasy]]) per contrastare le sempre più potenti forze sovietiche e guadagnare tempo.
[[File:Bundesarchiv Bild 146-1976-124-12A, Russland, Infanterie und Panzer im Kampf.jpg|thumb|left|Panther e granatieri tedeschi in azione durante le battaglie finali sul fronte est.]]
In [[Italia]] e in [[Normandia]] i reparti corazzati tedeschi tentarono invano di evitare l'invasione alleata del continente. Nell'estate [[1944]] le Panzerdivision subirono perdite durissime sia a est ([[operazione Bagration]]) che in [[sbarco in Normandia|Normandia]], ma in [[agosto]] e [[settembre]] furono in grado ancora di contrattaccare in [[Polonia]], nel [[Paesi Baltici|Baltico]] e in [[Ungheria]], mentre all'ovest in [[dicembre]] Hitler sferrò un'ultima [[Offensiva delle Ardenne|grande offensiva di sorpresa nelle Ardenne]] con nove Panzerdivision che per un momento mise in difficoltà le forze anglo-americane.
 
Dopo il fallimento di questo disperato contrattacco, le divisioni corazzate furono concentrate all'est per impedire l'invasione della [[Germania]]: in Ungheria, sul [[lago Balaton|Balaton]] e in [[Pomerania]], a febbraio e marzo [[1945]]. le Panzerdivision sferrarono i loro ultimi attacchi contro l'Armata Rossa, mentre nel Reich venivano affrettatamente costituite nuove deboli divisioni corazzate "fantasma" per cercare di evitare la disfatta finale.
 
Il crollo finale del Terzo Reich, di fronte all'offensiva finale sovietica sull'[[Oder]] e all'avanzata alleata da ovest, si verificò a [[maggio]] 1945, mentre le Panzerdivision (l'ultimo ordine di battaglia tedesco enumerava ancora oltre trenta divisioni corazzate teoricamente operative), ridotte a pochi carri armati ma ancora combattive e orgogliose, si arresero con ordine e disciplina, in maggioranza ripiegando verso ovest per consegnarsi alle truppe anglosassoni ed evitare la prigionia sovietica.
 
Durante tutta la guerra le Panzerdivision mantennero sempre un'elevata efficienza e guadagnarono grande rispetto da parte degli avversari; subirono la perdita di oltre 18.000 carri armati solo sul fronte est, ma rivendicarono la distruzione di oltre 90.000 mezzi corazzati del nemico.
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