Differenze tra le versioni di "Decisionismo"

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Il termine '''decisionismo''', nella sua accezione originaria, indica la dottrina che fa capo al filosofo del [[diritto]] [[Carl Schmitt]] ([[Plettenberg]], 11 luglio [[1888]] - [[Plettenberg]], 7 aprile [[1985]]) secondo cui all'origine del diritto stesso c'è una [[decisione]] incondizionata.
Il concetto in sé deriva dalla filosofia di [[Thomas Hobbes]], visto da Schmitt come "il più alto (classico) rappresentante del decisionismo"<ref>Carl Schmitt, ''Politische theologie. Vier kapitel zur lehre von der souveränität'', Berlin, Duncker & Humbolt, 1922. English translation by George Schwab, MIT Press, 1985: ''Political theology. Four Chapters on the Concept of Sovereignty'', chapter II, p. 33.</ref>. Nella natura peculiare di questo pensiero giuridico scientifico si fonda sul principio ''autoritas, non veritas facit legem''.
 
==Il decisionismo di Carl Schmitt==
Il filosofo [[Carl Schmitt]], per teorizzare il decisionismo nella sua opera ''Il custode della costituzione'', prende le mosse dall'articolo 48 della Costituzione della [[Repubblica di Weimar]], che prevedeva l'attribuzione di poteri eccezionali al Presidente del Reich (cioè, il Presidente della Repubblica di Weimar).
Lo stesso articolo è ripreso anche nel primo e nel terzo capitolo di [[Teologia Politica]] (1922).
 
Questa forma di ''[[dittatura]] costituzionale'' destinata a emergere durante lo ''stato d'eccezione'' - cioè durante una [[guerra]], una [[rivoluzione]] o crisi simili - secondo Schmitt evidenzia la vera essenza del diritto, alla base del quale ci sarebbe una decisione d'imperio posta da chi, a un certo punto, si trova ''effettivamente'' in condizione di imporla. È questa decisione originaria, incondizionata e arbitraria perché fondata sostanzialmente sulla forza, a raccordare la [[Società (sociologia)|società]] col [[diritto]]. Passato lo ''stato d'eccezione'', l'energia fondatrice si ''istituzionalizza'' formalmente, il sovrano si eclissa e dal caos si passa di nuovo all'ordine, fino alla successiva ''crisi''.
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