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L'8 novembre [[1942]] le forze americane misero piede in Marocco, e a Port Lyautey iniziarono subito i problemi: i mezzi da sbarco furono investiti dal fuoco delle postazioni di mitragliatrici francesi sulla spiaggia, ma le truppe statunitensi riuscirono ad aver ragione di questa opposizione e a conquistare una testa di ponte. Ma non era finita qui; anche l'aviazione transalpina fece la sua parte, con continui mitragliamenti alle inermi truppe americane prive di [[contraerea|armi contraeree]] (che dovevano ancora essere sbarcate).
{{Tripla immagine|right|Pattonphoto.jpg|140|Lloyd fredendall.jpg|120|Charles ryder.jpg|115|Il generale [[George Patton]]|Il generale [[Lloyd Fredendall]]|Il generale [[Charles W. Ryder]]}}
Intanto a sud, il corpo centrale stava raggiungendo i pressi di Casablanca, a poca distanza dal fianco destro, ma anche qui sorse una grande difficoltà, la [[corazzata]] francese ''Jean Bart'', ormeggiata nel porto di Casablanca e armata con potenti cannoni da 381 mm, aprì il fuoco sulle imbarcazioni americane, e prontamente le rispose la corazzata statunitense ''[[USS Massachusetts (BB-59)|USS MassachussetsMassachusetts]]''. Anche le forze di terra al servizio di Vichy non fecero attendere la loro reazione, che fu tuttavia piuttosto blanda ed inefficace. Una volta che la Jean Bart fu messa a tacere, le truppe americane poterono finalmente prendere terra e iniziare la loro marcia di avvicinamento a Casablanca.
 
A Safi, nel frattempo, le forze americane erano sbarcate, ma dovettero subire un contrattacco da parte di un distaccamento corazzato francese, forte di diversi carri [[Renault R35]], a cui si opposero cinque carri leggeri [[M5 Stuart]] americani. I carri statunitensi ressero bene il colpo, ma dopo un po' cominciarono a cedere sotto la superiorità numerica francese. Ma intervenne il tiro delle unità navali ancorate presso la zona dei combattimenti, che fece a pezzi la maggior parte dei mezzi nemici e costrinse i superstiti a ritirarsi.
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