Differenze tra le versioni di "Titolo di viaggio"

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{{L|trasporti|luglio 2012}}
Il ''' titolo di viaggio''' detto anche '''ticket''' o più comunemente '''biglietto''' corrisponde ad un'[[imposta]] da pagare per usufruire del servizio di [[trasporto pubblico]] come [[autobus]], [[tram]] e alcuni [[ferrovia|tratti ferroviari]] urbani.
 
Il titolo II del DPR 11 luglio 1980, n. 753 - Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri esercizi di trasporto, disciplina le regole per gli utenti e il personale di servizio nei vettori di trasporto pubblico.
 
Per dimostrare l'avvenuto pagamento {{non chiaro|la legge obbliga|quale legge?}} le società di trasporto pubblico locali l'immissione nel mercato di particolari ticket che variano dal tipo di trasporto alla lunghezza della tratta. Un titolo di viaggio però non abilita ad usufruire in modo illimitato del servizio. Infatti il titolo ha una [[scadenza]] variabile tra un minimo stabilito {{non chiaro|dalla legge di 75 minuti|quale legge?}} ad un massimo illimitato stabilito dalla società che ha rilasciato il ticket. Aspetto molto importante che spesso viene sottovalutato è il fatto che non basta acquistare il biglietto per poter usufruire del servizio di trasporto richiesto. Dopo averlo comperato, infatti, è necessario timbrarlo in una macchina apposita (detta [[validatore]]), generalmente situata all'interno del [[mezzi di trasporto|mezzo]], ma molto spesso presente anche presso le relative fermate o stazioni. Dal momento della timbratura il titolo di viaggio è valido e da questo momento avviene il calcolo dei minuti di scadenza.
Alcuni titoli di viaggio non devono essere vidimati: ad esempio, non si devono timbrare i biglietti ferroviari per treni nei quali la prenotazione è obbligatoria. Nel biglietto, è riportato numero del treno, orario e tratta di percorrenza, dati che impediscono di usare il biglietto due volte, anche se non è vidimato. In generale, possono non essere vidimati i titoli di viaggio associati ad una certa tratta e orario di percorrenza, o direttamente al mezzo di trasporto e al posto prenotato.
 
Se i controllori non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali, i possessori di titolo di viaggio possono legittimamente rifiutarsi di esibire un documento di identità e non possono essere ovviamente perquisiti, perchè il personale preposto possa emettere le contravvenzioni. I controllori possono agire in collaborazione con agenti delle forze di polizia ovvero obbligare i trasgressori a scendere dal mezzo di trasporto. I controllori in generale non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali -salvo casi in cui esistono leggi o sentenza specifiche di equiparazione, ad esempio per gli agenti di Trenitalia. Ai fini della qualifica di pubblico ufficiale non è giuridicamente rilevante il fatto che il controllore abbi un rapporto di lavoro dipendente con una società di diritto privato, ma il fatto che essi provvedono alla constatazione dei fatti e alle relative verbalizzazioni nell'ambito di attivita' di prevenzione e accertamento delle infrazioni relative ai trasporti, sono pubblici ufficiali in quanto muniti di poteri autoritativi e certificativi e svolgenti una funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico<ref>Cassazione, sentenza n.38389/2009</ref>. <br/>
Il mancato pagamento delle sanzioni può comportare una denuncia per il reato di [[insolvenza fraudolenta]].<ref>repubblica, venerdì 4 dicembre 2015, cronaca di Genova, pag. XI </ref>
==Innovazioni==
Una serie di innovazioni permettono di superare il tradizionale titolo di viaggio cartaceo.
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