Differenze tra le versioni di "Storia di Monteleone d'Orvieto"

Dal ''Codice diplomatico di [[Orvieto]]'' si ricava che il 20 giugno [[1331]], in un palazzo di Ugolino discendente di Neri, viene stipulato un atto di giuramento e fedeltà dei signori di [[Montemarano]] alla città Orvietana; tra i testimoni compare il conte Tadeo "Bindoli de Monteione" appartenente alla casata dei [[Di Marsciano|Bulgarelli]] (ramo di [[Parrano]]). Nel suo ''Albero et istoria della famiglia de Conti di Marsciano'' [[Ferdinando Ughelli|Ughelli]] ricorda Bindo quale discendente diretto di Teveruccio/Tiberuccio di Lamberto; ma su questa parentela vi è qualche qualche dubbio.<ref>In realtà il padre di Bindo è Bulgaro, signore di Castel Brandetto, piccola fortezza posta di fronte a Monteleone: Teneruccio quindi non è il padre ma il nonno di Bindo. A questa conclusione si arriva induttivamente attraverso un altro documento antecedente, del 25 maggio [[1300]], sempre tratto dal Codice diplomatico della città di Orvieto.</ref>
 
Il 10 dicembre [[1339]] il comune di Orvieto affida al Conte Nerio Bulgarello di [[Parrano]] dei [[Di Marsciano|Conti di Marsciano]] la custodia di [[Monteleone d'Orvieto|Monteleone]] e [[Montegabbione]] con 50 soldati esperti.<ref>Archivio storico della città di Orvieto - ASO- [[Riformanze|Rif.]] 119 f.8 cc. 14v-15r</ref>. CosìIl raccontafatto lavviene dopo la soluzione, data dal comune di Orvieto, delle discordie insorte per questioni di confine tra i Marsciano e i Visconti di Campiglia. feudatari toscani molto potenti. L'Ughelli: tuttavia non cita la fonte da dove proviene l'informazione.
 
Così racconta l'Ughelli:
 
{{citazione|Del Conte Nerio, di Nardo, di Bulgaruccio……………….Nel [[1339]] fu' data a Nerio dal Commune d'Orvieto la custodia di Monte Gabbione, e Monte Leone con cinquanta soldati esperti; essendo poi da quello bandito (non mi è noto per qual ragione) fu poco dopo liberato dal bando nel [[1347]]| [[Ferdinando Ughelli]] ''Albero et Istoria della famiglia de' Conti di Marsciano'', a cura di Maria Grazia Ottavini, [[Roma]] stampa camerale [[1667]], [[Marsciano]][[2003]]}}
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